mercoledì, 18 novembre 2009 | in : la tipa alternativa

Giro e rigiro l’oliva infilzata dallo stuzzicadenti, la lascio sgocciolare con calma per poi portarla alla bocca, inghiottirla, godendo con voluttà del suo sapore dolce e delicato.

È la 27esima.

L’ultima del primo vasetto (a breve aprirò il secondo).

Una media di un’oliva ogni dodici minuti.

Posso trascorrere giornate intere, dall’alba al tramonto, in questo modo, se non settimane, mesi, anni, una vita intera e oltre…

E pensare che fino a qualche anno fa non le sopportavo proprio.

Ne addentavo una, con circospezione, per poi sputarla schifato.

Un’avversione dovuta al nostro primo incontro.

 

* * *

 

PNV in versione studentello di terza media.

Le due del pomeriggio.

Torno a casa col morale bassissimo, un morale che striscia sul pavimento, a mo’ di pattina.

Ho sorpreso Tamara, colei che credevo sarebbe diventata la donna della mia vita, per ora semplice compagna di classe inutilmente desiderata, in atteggiamenti inequivocabili con Tibburzio, il bellimbusto della III A.

Le mani di lei che frizionano furiosamente i ricci neri di lui; le mani di lui, la destra per la precisione, che sfrucugliano le tette di lei.

Il tutto condito da una full immersion slinguatoria da guinness dei primati dell’Istituto.


Entro in cucina, mi siedo in attesa del pranzo materno.

Immagino essere la solita minestrina di riso di brodo di dado Star.

Invece…

 

Mamma          Oggi PNV ho deciso di prepararti qualcosa di diverso.

PNV                (testa bassa per nascondere la tristezza, sussurro un) Cosa?

Mamma          Penne alle olive. Sono sicura ti piaceranno.

 

La frase anticipa il piatto di pasta.

Le penne le conosco, si tratta di verificare la new entry verdastra che le accompagna.

Ne assaggio un piccolo pezzetto.

E lo sputo.

 

* * *

 

Non era colpa delle olive in sé.

Il rifiuto era dettato dal mio stato d’animo.

Se il destino (sotto le sembianze di una mamma apprensiva) mi avesse proposto patatine fritte, probabilmente avrei reagito allo stesso modo.

E invece furono le olive a farne le spese.

Finché, dopo quasi un quarto di secolo di repulsione totale…

 

* * *

 

PNV in versione impiegatuccio di terza categoria.

Le due del pomeriggio.

Torno col morale che striscia tuttora sul pavimento (lucidissimo dal tanto strisciare).

Entro in cucina, mi siedo in attesa del pranzo materno.

Immagino essere la solita minestrina di riso di brodo di dado Star.

Invece…

 

Mamma          Scusami PNV, sono stata due ore al telefono con la Signora Gianduiotti e non ho fatto in tempo a prepararti la minestrina di riso.

 

PNV                 Chissà che imperdibile pettegolezzo doveva riferirti la Gianduiotti?

 

Mamma          Imperdibile. Senza dubbio. Ti ricordi di Tamara, quella tua compagna delle medie che

 

PNV                 (fingendo indifferenza mentre il cuore pompa a mille) Vagamente.

 

Mamma          Ma sì, quella che ha sposato quel bellimbusto del Tibburzio, il figlio dei De Cesaris, che ora ha aperto un’officina

 

PNV                Vabbè, cosa è successo a questo Tibburzio e alla moglie Tam… Tam…?

 

Mamma           Tamara. Si sono mollati. La Gianduiotti mi ha detto che il Tibburzio la tradiva con la fruttivendola di Via Taralli, la De Pisis, quella con le tette rifatte, color melanzana. Lei, cioè Tamara, li ha beccati un giorno che era andata dal marito, nell’officina, e insomma, lui alla De Pisis stava facendo, come dire, “il tagliando”. Non so se mi sono spiegata.

 

PNV                (fingendo indifferenza mentre il cuore pompa a mille) Vabbè, però taglia corto. A me ‘ste storie di corna non interessano. Mi interessa solo di esser rimasto senza pranzo.

 

Mamma           Se vuoi, mi sono avanzate delle penne alle olive che mi ero cucinata, ma a te le olive

 

PNV                 Dammele!

 

* * *

 

Non era merito delle olive in sé, se avevo divorato il piatto con estrema goduria.

Un’autentica indescrivibile extasy del palato.

Quel che il destino (sotto le sembianze di una mamma apprensiva) mi aveva tolto, ora me lo aveva ridato.

 

* * *

 

Il passaggio dal rifiuto totale a una vera e propria dipendenza per le olive dimostra che nulla è eterno, persino la convinzione più radicata può venir meno, è possibile un’inversione di 180 gradi, anche improvvisa (non sull’A4, comunque).

 

Mai dire mai.

 

Quello che vale per delle semplici olive verdi può estendersi agli esseri umani.

Alla Tipa Alternativa, per esempio.

La donna grazie alla quale detengo tuttora il record mondiale per il più rapido due di picche nella storia dei due di picche: 1 min 19 sec.

 

Se consideriamo le olive, più precisamente il desiderio o meno delle medesime, come metafora, e se sostituiamo alle olive il sottoscritto e al sottoscritto la Tipa Alternativa, il record mondiale viene meno, anzi, il record permane, ma il suo effetto svanisce, ovvero le mani della Tipa Alternativa frizionano la mia lucida pelata mentre la mia mano destra sfrucuglia le sue tette.

 

* * *

 

Mi viene il dubbio che non trattasi di metafora, potrebbe essere un’altra figura retorica, una similitudine, o forse no, le figure retoriche sono da escludersi, siamo nel campo dell’equivalenza o di un parallelo.

Poco importa.

Ho sempre avuto problemi con le figure retoriche e con le donne (problemi risolvibili: per le prime c’è Wikipedia, per le seconde… problemi quasi sempre risolvibili).

 

Quel che conta sono le mie mani, la destra per la precisione, sulle tette della Tipa Alternativa.

Verifichiamo ora l’esattezza della mia ipotesi.

 

* * *

 

Tipa Al.          Non vedo perché dovrei accettare l’invito per l’aperitivo.

PNV               Innanzitutto per la mia incantevole presenza.

Tipa Al.          Motivi più validi?

PNV               Perché preparano un Sherry Dry Martini favoloso.

Tipa Al.          (dubbiosa)

 

PNV                Il Sherry Dry è impreziosito da un’oliva tagliuzzata. Non ti dico che bontà. Pensa che a me un tempo le olive facevano schifo, poi ho cambiato idea. Una sorta di inversione a U.

 

Tipa Al.          Cosa c’entra l’inversione con l’invito di stasera?

 

PNV               C’entra perché (arrossisco) così come io schifavo le olive per poi pentirmene e convertirmi, ora le adoro e anche tu, stasera, dopo l’aperitivo, potresti “convertirti”.

 

Tipa Al.           Cioè?

 

PNV                Rinnegare il due di picche dell’altra volta. Io come un’oliva. Tu nei miei panni. Insomma, la faccio breve, la storia delle olive è un pretesto, una metafora, una similitudine, un’equivalenza, per dire che noi due, se mi passi il parallelo.

 

Tipa Al.          A proposito di metafore o similitudini o equivalenze (n.d.a. anche la Tipa Alternativa ha problemi con le figure retoriche e… no, con gli uomini no) o paralleli, sì, i paralleli, anzi, le parallele, intese come rette, fanno giusto al caso, le preferisco rispetto a delle olive per l’aperitivo.

 

PNV                Cioè?

 

Tipa Al.          Io sono la prima retta parallela. Me ne vado dritta dritta per via Bava Beccaris, via Crispi, via Giolitti, via Matteotti, esco dalla città, prendo la statale, sempre dritta, cambio provincia poi regione, varco il confine, bye bye Italia, avanti imperterrita, Europa, pianeta Terra, sistema solare, via Lattea, proseguo nella mia rettitudine, supero Andromeda…

 

PNV                E io?

 

Tipa Al.          Tu sei la seconda retta parallela. Te ne vai dritto dritto per via Bava Beccaris, via Crispi, via Giolitti, via Matteotti, esci dalla città, prendi la statale, sempre dritto, cambi provincia poi regione, varchi il confine, bye bye Italia, avanti imperterrito, Europa, pianeta Terra, sistema solare, via Lattea, prosegui nella tua rettitudine, superi Andromeda…

 

PNV                Che bello! Io e te vicini, via dopo via, città dopo città, provincia dopo provincia e poi nazione, continente, pianeta, sistema solare, galassie, l’universo intero!

 

Tipa Al.          Vicini, ma non troppo. Due rette parallele, dovresti saperlo, non si incontrano mai.

 

PNV                Se non all’infinito.

Tipa Al.          È vero, ma prima di arrivare all’infinito sai quanto tempo potrebbe passare?

PNV                Quanto?

Tipa Al.           Un tempo infinito.

PNV                Non importa.

Tipa Al.           Non importa?

PNV                Sono paziente.

Tipa Al.           Molto paziente.

PNV                (sorriso da uomo che non deve chiedere mai)

Tipa Al.           La cosa non ti spaventa?

PNV                No.

Tipa Al.           No?

PNV                No. A casa ho una scorta di olive verdi: infinita.

 

moreno9000 @ 14:01 | commenti (15)(popup) | commenti (15)
martedì, 24 aprile 2007 | in : la tipa alternativa

La Tipa Alternativa mi allunga il bicchierino del suo caffé.

Io, come solito, devo esserle di “supporto” mescolandole lo zucchero.

 

Tipa Al.            Due giri in senso orario, uno antiorario, tre di nuovo in senso orario.

PNV                 Più che mescolarti lo zucchero mi sembra di aprire una cassaforte.

 

Sorride.

Oggi è di “luna buona”.

 

Tipa Al.            Sai PNV, vicino casa mia hanno da poco aperto una scuola di ballo. Ci pensavo ieri sera. Mi è venuta una gran voglia di tango.

 

PNV                Ah, il tango ! “Un pensiero triste che si balla”. In realtà a ballarlo non sono buono, però come musica mi emoziona. Ho alcuni CD del grande Astor Piazzolla.

 

Tipa Al.            Senti, e se ci iscrivessimo al corso ?

PNV                 (balbettando incredulo) N .. n .. no .. no .. noi ?

Tipa Al.            Certo, con chi sto parlando ?

 

Alzo gli occhi al cielo.

 

* * *

 

PNV                Altissimo !

Dio                 

PNV                Purissimo !

Dio                 

PNV                Lev ..

Dio                  La Boario Naturale, è l’unica acqua che bevo.

PNV                Non lo sapevo. Hai sentito cos’ha detto la Tipa Alternativa ?

Dio                  Sì, perché ?

 

PNV                Non so se ricordi, ma grazie a lei sono entrato nel Guinness dei Primati per il 2 di Picche più rapido nella storia dell’umanità: 1 minuto e 19 secondi. Ti sembra possibile che ora mi inviti a ballare il tango ?

 

Dio                  E che c’è di strano ? Non ti ha mica proposto una copula selvaggia. PNV, datti una mossa e accetta il suo invito.

 

* * *

 

Tipa Al.            Che hai da guardare il soffitto ? Allora, al corso ci verresti oppure no ?

PNV                 Scusa, ero soprappensiero. Comunque va bene, affare fatto.

Tipa Al.            Meno male. Nei prossimi giorni vado a informarmi per gli orari e il costo poi ti faccio sapere.

 

Ci lasciamo.

Mentre torno alla scrivania mi sembra di vivere in un’altra dimensione.

Non cammino, ma volo, dalla felicità, a quattro metri e 18 sopra il cielo (1 e 18 ce li metto io, gli altri 3 me li presta gentilmente Riccardo Scamarcio).

Per il resto della giornata non combino più nulla.

 

* * *

 

La sera, il rientro a casa da mammà.

 

PNV                  Mamma, mamma, ho una grande novità da riferirti !!

 

Mamma            Hai deciso cosa mangiare stasera ? Non mi hai ancora detto se preferisci le zucchine lesse o le carote crude.

 

PNV                 Le carote, meglio le carote, ma ascolta la novità. Oggi una mia collega mi ha invitato a un corso di tango con lei.

 

Mamma            Tango ? Con una donna ? Sei rincitrullito ? Ma lo sai il pericolo che corri ? Vai a ballare con una poco di buono che aspetta solo questo per incastrarti.

 

PNV                  Ma che dici ? E’ una brava ragazza, se vuoi un po’ lunatica ed esigente con lo zucchero e il caffé, ma a me piace tanto. E poi non mi ha chiesto di sposarla, dobbiamo solo ballare insieme.

 

Mamma            La fai facile tu. Guarda che quando un uomo e una donna danzano insieme, se non stanno attenti, ci può pure scappare un figlio. Tu PNV sei nato dopo un ballo fra me e il babbo.

 

PNV                  Un tango di Astor Piazzolla ?

Mamma            No, la “Mazurca di Periferia” di Raoul Casadei.

PNV                  Ora capisco tante cose.

 

Mollo mammà e mi ritiro in camera mia.

Prendo un CD di Piazzolla, lo inserisco nel lettore, traccia numero 4 (Libertango), mi posiziono di fronte all’armadio a specchio, fingo un’espressione alla Rodolfo Valentino e, non appena parte la musica, muovo deciso la gamba sinistra in avantiiiiiiiiiii …. SDONG !!!!

 

* * *

 

Risveglio all’interno di un’ambulanza.

 

Mamma            Ma le sembra possibile ballare il tango sul parquet in legno indossando delle scarpe da tennis ?

 

Crocerossina    In effetti è rischioso. La scarpa non scivola, la gamba si blocca, uno perde l’equilibrio e sbatte la testa contro lo specchio dell’armadio.

 

Mamma            Povera me, un figlio nano e per di più …

Crocerossina    demente. Ops, mi scusi, non volevo.

 

Mamma            Non si scusi. Lo stavo dicendo io. Nano e demente. Io, a quel Raoul Casadei lì, quasi quasi gli faccio causa.

 

* * *

 

La cicatrice sulla parte sinistra della fronte, ricordo dei 5 punti di sutura, sta proprio bene.

Fa molto macho argentino.

E’ quello che ci vuole per il corso di tango.

 

* * *

 

Centro Commerciale.

Ho acquistato un paio di pantaloni neri, una camicia nera, un gilet nero, dei mocassini neri con suola scivolosa (scarpe da ballo improvvisate).

Mi dirigo all’ingresso, al bancone Ufficio Informazioni.

 

Commessa        Buongiorno, desidera ?

 

PNV                Salve. Ho appena comprato un completo per ballare il tango con la Tipa Alternativa. Scarpe, pantaloni, camicia, gilet, mi manca solo la brillantina da mettere in testa. Mi sa dire dove posso trovarla ?

 

Commessa       (espressione stralunata) Ma lei è … pelato ?!?!?

PNV                 Lo so, ma un vero tanguero non può mica esibirsi senza brillantina.

 

Commessa      (voce impostata) L’agente Rizzotto della vigilanza è atteso all’Ufficio Informazioni. Livello 4, ripeto, intervento urgente, livello 4.

 

PNV                   Scusi se insisto, mi servirebbe la brillantina.

 

Si avvicina un tizio in mimetica.

 

Commessa        (indicandomi) E’ lui. E’ lui. E’ lui.

 

Il vigilantes estrae un pistolone dalla fondina e me lo punta contro.

 

Commessa        E’ un nano pazzo, un demente pericolosissimo, la brillantina per uno senza capelli, ma è possibile, vuole pure ballare il tango ! Rizzotto spara, ti prego, spara.

 

50 metri di corsa disperata per mollare la commessa e il rambo pistolero.

Una cicatrice sulla fronte fa molto macho argentino, una pallottola in testa fa molto funerale.

 

 * * *

 

Rientro a casa da mammà.

 

Mamma            Cos’è quella roba lì ?

PNV                  Ho fatto il pieno all’ipermercato: il completo del vero tanguero. Mi manca solo la brillantina e poi …

Mamma            La brillantina ? Se me lo dicevi prima !

PNV                  Perché, ce l’avevamo in casa ?

Mamma            Sì, poi l’altro ieri ho fatto le polpette e nel ripieno …

PNV                  Hai messo la brillantina ?

Mamma            Da quel sapore in più.

 

Corro in bagno.

Vomito ritardato di 48 ore.

Esco e mi rifugio in camera mia.

Dopo la vestizione da ballerino inserisco nello stereo il CD di Piazzolla, traccia numero 6 (Adios Nonino), mi posiziono di fronte all’armadio a specchio, fingo un’espressione alla Carlos Gardel e, non appena parte la musica, muovo deciso la gamba sinistra in avantiiiiiiiiiii …. SDENG !!!!

 

* * *

 

Risveglio all’interno di un’ambulanza.

 

Mamma            Ma le sembra possibile ballare il tango sul parquet in legno indossando dei mocassini nuovi di pacca dalla suola superscivolosa ?

 

Crocerossina     Sì, se uno fosse un tanguero provetto e non un nano cerebroleso.

Mamma             Cere … che ?

Crocerossina     Demente, significa demente.

Mamma             Ah, volevo ben dire. Mio figlio è proprio un cerebrolesso.

 

* * *

 

La cicatrice sulla parte destra della fronte, ricordo dei 7 punti di sutura, sta proprio bene.

Fa molto macho argentino.

E’ quello che ci vuole per il corso di tango.

 

* * *

 

La Tipa Alternativa non mi allunga il bicchierino del suo caffé.

Questa volta l’ha preso senza zucchero.

 

Tipa Al.            Cosa sono quelle due cicatrici ?

 

PNV                (sguardo da duro) Fa parte del kit del vero tanguero. 5 punti a sinistra, 7 a destra per un totale di 12 punti. Chiamami pure SuperNanoMacho.

 

Tipa Al.            (non raccoglie) Sono passata alla scuola di ballo.

PNV                 Davvero ? Allora hai chiesto per il corso di tango, gli orari, quanto costa ?

Tipa Al.            L’altra sera c’era una dimostrazione di capoeira.

PNV                 E che sarebbe ?

 

Tipa Al.           Una danza brasiliana, troppo giusta. Ci sono questi tizi che si muovono e mimano una lotta fra di loro. Acrobatica. Da impazzire.

 

PNV               (dubbioso) Ah, certo. Deve essere proprio una figata. E il tango ? Quando lo fanno ? Prendono pure i nani al corso ?

 

Tipa Al.           PNV, io mi sono iscritta. Settimana prossima inizio con la capoeira. Il tango se ci pensi è superato, qui ci vuole roba tosta, danza e lotta insieme. Muscoli e sudore, piroette, calci, combattimento.

 

PNV                (depresso) Ho capito. Vabbè, sarà per il prossimo corso.

Tipa Al.           Sei triste PNV ?

PNV                Figurati, cosa dici, mai stato meglio. Ora scusami, ti devo mollare. Il lavoro mi aspetta.

 

Ci lasciamo.

Mentre torno alla scrivania mi sembra di vivere in un’altra dimensione.

Non cammino, ma striscio, anzi mi inabisso, sprofondo, 1 metro e 18 sotto terra (1 e 18 ce li metto io, Riccardo Scamarcio, fiutata la sconfitta, si è defilato).

 

Per il resto della giornata non combino più nulla.

 

Ho mal di testa.

Cerco di consolarmi pensando che in fondo, forse, è meglio così.

Il tango può essere pericoloso, molto pericoloso (le cicatrici sulla fronte sanguinano, gocce rosse a bagnare la scrivania).

 

Per quanto, pure la capoeira, con tutte quelle piroette, così innocua non …

moreno9000 @ 22:27 | commenti (43)(popup) | commenti (43)
giovedì, 01 febbraio 2007 | in : la tipa alternativa

"In senso orario".

 

Macchinetta del caffé in compagnia della Tipa Alternativa.

Lei ha in mano un bicchiere con l'espresso zuccherato all'interno.

 

"Ora nell'altro verso."

 

Io ho in mano la palettina di plastica e le mescolo il caffé seguendo le sue indicazioni.

 

"E' così importante girare la paletta in un senso e poi nell'esatto contrario ? Ma lo zucchero non si scioglie lo stesso ?"

"Mescola !"

 

"In che senso ?"

 

"Antiorario con la mano e orario col braccio"

 

"Ma è impossibile !" la supplico.

 

"Non è vero, conoscevo un tizio che lo sapeva fare." replica la Tipa Alternativa

 

"Chi era ? Un tuo collega del marketing ?"

 

"No, un contorsionista cinese"

 

"???"

 

"Da piccola ero andata coi miei a vedere il Circo di Pechino. Il contorsionista era famoso per il numero del caffé."

 

"Interessante." rispondo con finta nonchalance cercando di nascondere la fitta al polso della mano destra.

Temo il responso: slogatura multifocale progressiva causa contradditoria rotazione paletta caffè .

L'idea mi terrorizza: due mesi di stop, le pippe con la mano sinistra non sono il mio forte.

 

"Che hai ? Stai poco bene ?"

 

"No, niente, pensavo al contorsionista. Era destro o mancino ?"

 

"Destro."

 

"Non lo hai più rivisto ?"

 

"Rivisto no, ma dopo qualche anno sul giornale c'era un articolo su di lui."

 

"Davvero ? E cosa diceva ?"

 

"Era morto."

 

"Prima o poi capita. Anche ai migliori." la fitta si estende all'avambraccio.

Se mi sono fottuto il tunnel carpale l'astinenza sessuale diverrebbe insostenibile.

 

"Morto di cosa ?" le chiedo.

 

"Suicidio."

 

"Cazzo, mi dispiace. E si sa il motivo del gesto ?"

"Sì, ha lasciato un biglietto. Sopra ci aveva scritto: passi per il lavoro, ma senza sesso non posso vivere."

 

"Scommetto che hanno fatto fatica a leggere il messaggio ?" azzardo.

 

"E' vero, ma come lo sai ? Allora lo hai letto anche tu il giornale ?"

 

"No, ma mi è venuta in mente un'ipotesi che mi hai confermato."

 

"Quale ?"

 

"L'ha scritto con la sinistra."

moreno9000 @ 12:22 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
giovedì, 11 gennaio 2007 | in : la tipa alternativa

“Buongiorno, vorrei qualcosa per un’infiammazione gengivale che mi ha colpito incisivi e molari”

 

“Apra la bocca”

”Ora ?”

”Certo, si vergogna  ?”

 

“No, cioe’ un po’ si”

terminata la frase eseguo con riluttanza l’ordine della farmacista curandomi di non essere osservato dai due clienti che attendono, dopo di me, il loro turno.

 

“Bene, bene, capisco. E’ per caso innamorato ?”

 

“Si”

”Non corrisposto ?”

”Purtroppo. Ma, mi scusi, cosa c’entra l’amore negato con l’infiammazione alle gengive. Sono collegati ?”

”Possono esserlo. Non lo sapeva ?”

”No, mai sentito prima”

”Non e’ mica l’unico legame di causa effetto conosciuto. Per esempio i cornuti sono statisticamente piu’ soggetti all’allergia da ambrosia”

”Incredibile. Ma allora cosa mi puo’ dare per curare un’infiammazione amorosa ?”

”Tenga questo” la farmacista mi allunga una confezione di Hatu ExtraSmall.

 

“Grazie, ma con chi ..”

”Non mi dica che e’ molto tempo che non fa sesso ?”

”Beh si, da un  po’”

”Giorno, mese, anno”

”12 Luglio 1973”

 

“Ma quanti anni aveva l’ultima volta che ha consumato ?”

 

“Cinque e lei, la mia partner, quattro.”

”Un rapporto sessuale a quella eta’ ?”

”Da piccolo ero precoce, e’ col tempo che sono rimasto indietro. E poi, devo essere sincero, era solo petting.”

 

“Giocavate al dottore ?”

”No, al farmacista” la farmacista finge di non comprendere l’allusione e mi congeda:

 

“Guardi, di piu’ non posso fare. Le consiglio solo di consumare al piu’ presto la confezione che le ho dato. Dimentichi la donna che non corrisponde, si guardi in giro e, se entro qualche giorno non conclude nulla, come temo, si ricordi che esiste il sesso a pagamento”

 

“Grazie dottoressa. Cerchero` di seguire il suo consiglio e … un’ultima domanda”

”Dica ?”

”Di 'questi cosi' " indico la confezione Hatu "non ne ha una misura piu’ piccola ?

 Nelll’ExtraSmall ci ballo dentro”

moreno9000 @ 12:13 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
lunedì, 08 gennaio 2007 | in : la tipa alternativa

Macchinetta del caffè, ore 13.30 e 35 secondi.

 

Incontro inatteso con la Tipa Alternativa che da qualche giorno è la destinataria preferita delle mie accalappiaEmail (ad una ha persino risposto).

 

“Ciao”

 

“Ciao (???)” (sguardo dubbioso della Tipa Alternativa)

 

“Non mi conosci, cioè in realtà mi conosci, voglio dire che in questi giorni ti sono arrivati dei racconti ..”

 

“Tu sei PuroNanoVergine ?”

 

“Si, sono io” abbozzo un sorriso, ma mi esce un’espressione da soggetto dolorante causa infiammazione gengivale agli incisivi.

 

“Ah, quindi sei tu ?” la Tipa Alternativa mi osserva dal basso in basso e i suoi dubbi non sembrano svanire.

 

“Si, sono proprio io” abbozzo un secondo sorriso, l’infiammazione si estende ai molari.

 

“Accompagnami, devo caricare la chiavetta” è il comando perentorio della Tipa Alternativa.

 

E’ una donna decisa.

Mi piacciono le donne decise.

 

Cammino al suo fianco nel corridoio dell’ufficio, dieci silenziosi metri ci separano dalla macchinetta che serve a ricaricare le chiavette del caffè.

La Tipa Alternativa infila 5 euro nell’apposita fessura e:

 

“Sai, non vorrei illuderti” mi sussurra.

 

Guardo l’orologio.

Ore 13.31 e 54.

 

Un due di picche in un minuto e diciannove secondi !!

 

Verificherò nel guinness dei primati se qualcuno ha fatto di meglio.

Prima però deve passarmi l’infiammazione alle gengive.

 

 

moreno9000 @ 19:17 | commenti (5)(popup) | commenti (5)