mercoledì, 07 gennaio 2009 | in : james leopards

Quello che la Gelmini dovrebbe fare, ma che non fa, con la sua Riforma che non riforma, è introdurre nelle scuole lo studio del sommo poeta James Leopards !

Un autore ormai riconosciuto a livello internazionale : il Comune di Perirete sull’Olio gli ha dedicato un vicolo cieco, quello di Scapperete sul Serio una strada (privata) senza uscita, il sottoscritto addirittura un tag nel blog.

Or dunque non mi resta che riportare uno dei suoi (innumerevoli) capolavori letterari

 

* * *

 

Al ritmo intermittente

di luci stroboscopiche

oscillano due bocce

quarta taglia, coppa B

 

La bionda prosperosa

mi sussurra voluttuosa :
”Yang io sono, tu sei Yin

che ne dici di un’unione

questa notte tutta Tao ?”

 

(muovo il polso e inizia il gioco,

deferente Ti ringrazio, per la splendida occasion)

 

Onde azzurre in mezzo al Golfo

allungato sullo yacht

fan da pendolo due chiappe

calde e sode, da Calì

 

La mora colombiana

mi bisbiglia con lascivia :

“Sono ‘Coca’ e tue sei Cola

non ti andrebbe di mischiarci

e produrre bollicin ?”

 

(muovo il polso e inizia il gioco,

deferente Ti ringrazio, per la splendida occasion)

 

Nel circuito cittadino

a zig zag fra le chicane

chilometriche le gambe

mi ricordano il Can-can

 

La rossa che le sfoggia

mi si offre con malizia :

“Son la ‘Rossa’, tu il pilota

che ne pensi di guidarmi

nel Gran Premio dell’Amor ?”

 

(muovo il polso e inizia il gioco,

deferente Ti ringrazio, per la splendida occasion)

 

Sul divano, nel salotto

annebbiato dall’abbiocco

basta bionde, more, rosse

un “The End” al game for dandies

la consolle metto in standby.

 

(blocco il polso e fermo il gioco,

deferente Ti ringrazio, Simulator di Briator)

 

moreno9000 @ 21:43 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
sabato, 05 aprile 2008 | in : james leopards

Angela

guardando i tuoi occhi rivedo

l’azzurro più intenso del Mar di Sardegna

 

Angela

guardando i miei occhi controlli

la pigmentazione dell’iride spenta

 

Angela

osservo i tuoi denti lucenti

ricordo le bianche scogliere di Dover

 

Angela

osservi i miei denti spezzati

riscontri l’indizio : carenza di calcio

 

Angela

con te dividerei notti intere

vogliosa mia lingua nel tuo caldo rifugio

 

Angela

la tua lingua pronuncia la domanda crudele :

“e se poi mi trasmetti il Papilloma virale ?”

 

Angela

noi due sulla barca, io remo

nella fatica contemplo la tua dolce figura

 

Angela

noi due sulla barca, non remi

registri frequenza di vogate al minuto

 

Angela

mi sforzo di comporre dei versi

poesia d’amore che tu possa gradire

 

Angela

schifata li leggi e compitando commenti :
”Vo-le-vo da te, en-de-ca-sil-la-bi”

 

Angela

il tuo nome è invito celestiale

ma con me ti mostri fin troppo terrena

 

Angela

il tuo nome è mistica bontà

ma con me sperimenti scientifica durezza

 

Angela

il tuo nome è richiamo spirituale

ma con me sei soltanto ghiacciolo razionale

 

Angela,

il tuo nome

 

Non è nome !

 

Ma come ?

É cognome ?

 

Angela,

tuo fratello Alberto.

 

Angela,

tuo padre Piero.

 

moreno9000 @ 23:55 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
mercoledì, 23 gennaio 2008 | in : james leopards
Quando sei lì, luce accesa sopra lo specchio del bagno, il pettine nella mano destra, pronto per farti la riga e ti accorgi, tutto di un botto, che non ne hai bisogno, inutili lo specchio, la luce, il pettine e la mano, perché la riga c’è già, è comparsa nella notte, e non è una riga normale, una linea di separazione di pochi millimetri, ma una voragine, quindici centimetri abbondanti di larghezza, una Tien An Men sopra la capoccia, quando sei lì, dicevo, e realizzi che la vita è fatta di assenze (di capelli), di penuria (di peluria), di mancanze, di deficienze, e che tu fai della deficienza una ragion d’essere (non solo tricologica), insomma, quando sei lì, non ti resta che deporre desolato il pettine nell’armadietto, spegnere la luce, uscire dal bagno, accendere il portatile e comporre dei versi “memorabili” …
 
* * *
 
Non ho una Fede
né un Dio in cui credere
 
non ho un padre
l'ho avuto
 
non ho l'amore di una donna
né una donna
 
non ho fiducia
nella bontà degli uomini
né in me stesso
 
non ho successo
né lo ricerco
 
non ho certezze nel presente
non ho speranze nel futuro
 
non ho patente per guidare
o il carisma per indicare
la Giusta Via nell'Avvenire
 
non ho la grazia del Poeta
non ho voluto comporre versi
ma un breve elenco
 
di mancanze assenze
 
suscettibile d'ampliamento
 
se ne avessi voglia
e tempo ...
 
... ma non ne ho.
 
moreno9000 @ 09:21 | commenti (23)(popup) | commenti (23)
mercoledì, 12 dicembre 2007 | in : james leopards

Un prosciuttone Rovagnati.

Era il primo premio al concorso di poesia, che non ho vinto.

Da allora, sono trascorsi quindici anni, vado avanti a pane e mortadella (tolgo il pepe dalle fette prima di mangiarle).

D’altronde con dei versi memorabili come quelli che (purtroppo per voi) leggerete fra poco, la mortadella basta e avanza (però senza pepe sarebbe meglio, che star lì a speparla si perde del gran tempo).

 

* * *

 

Pucci Pucci adorata

Cicci Cicci venerata

Luce dei miei occhi (inebriati dalla Tua visione)

 

Chiedi

e ogni Tuo desiderio sarà ordine per me

 

Nel tuo nome

compirò imprese strabilianti

 

Scalerò le vette innevate dell’Himalaya

Ma senza ossigeno

La sola aria dei polmoni a darmi l’energia

 

Attraverserò a nuoto la Manica

Ma non a stile libero

Cavalcando le onde con l’eleganza di un delfino

 

Infilerò la testa nella bocca di un temibile leone

Ma non uno qualsiasi

Sarà il Re Leone, a digiuno da sei settimane

 

Pucci Pucci vezzeggiata

Cicci Cicci riverita

 

Chiedi

e ogni Tuo desiderio sarà ordine per me

 

Pucci Pucci carezzata

Cicci Cicci coccolata

 

Chiedi

e io esaudirò

 

Chiedi

e io lo farò

 

Chiedi

e io risponderò

 

ma non ora, cazzo

che su Rai1 danno la Nazionale

 

moreno9000 @ 00:29 | commenti (18)(popup) | commenti (18)
mercoledì, 10 ottobre 2007 | in : james leopards
PNV                 Allora, ho la vena poetica ?
Dottore            Si, ma è ostruita da un embolo.
PNV                 Quindi ?
Dottore            Prosegua con la prosa, tre volte al dì prima dei pasti.
 
Dovrei dar retta alle parole del mio medico, ma come tutti gli essere umani anche lui è per definizione fallibile.
 
Ne sono certo.
 
Il dottore predisse a mia madre piangente che sì, il figliolo prediletto partorito sei mesi prima era un nano, non avrebbe superato il metro e diciotto, ma come nano avrebbe potuto sfoggiare un pisello di dimensioni ragguardevoli.
 
Ora, per quanto soggettivo sia il concetto di 'ragguardevole', 6 cm e mezzo (in erezione) mi sembrano decisamente pochini.
 
Alla faccia del Dutur ho quindi deciso di inaugurare una nuova categoria del blog : James Leopards, omaggio a uno sfigatissimo poeta anglomarchigiano che alternò l'endecasillabo all'autoerotismo.
 
Il primo "capolavoro" si intitola : I fiori dell'ammmore.
 
* * *
 
Una Magnolia ad ornarti il volto
Di una bellezza superba
Luce che illumina colui che lo ammira
 
Una Rosa Rossa su labbra scarlatte
Per fervidi baci
Di passione e supplizio
 
Un’Artemisia a ricoprire il seno
Sorgente di gioia
Per bocche suggenti
 
Il Giglio Bianco che nasconde il pube
La purezza della tua persona
Che nessuno osa violare
 
La Dalia Gialla a sfiorare i piedi
Il tuo incedere leggero
Lungo le strade della vita
 
Amore caro
Amore (quasi) eterno
Amore floreale
 
Lo sai
Ci ho pensato:
 
‘Ma con tutti 'sti fiori
Quanto cazzo mi costa
Il tuo funerale ?’
 
 
moreno9000 @ 08:34 | commenti (29)(popup) | commenti (29)