venerdì, 01 febbraio 2008 | in : il critico tivvu

Ho conosciuto Alessia Marcuzzi quando non si abbuffava di fermenti lattici.

L’Activia era di là da venire, così come la mia alopecia.

 

Traduzione : io mi pettinavo candido il ciuffo, lei non soffriva di stitichezza.

 

La conoscenza non fu diretta, ma mediata dal tubo catodico.

 

* * *

 

Anni ’90.

TeleMonteCarlo trasmetteva nel primo pomeriggio un programma per bambini che si intitolava Amici Mostri.

 

Una Marcuzzi giovine giovine saltava da un lato all’altro dello studio, irrefrenabile, slalomeggiando fra creature terrificanti : un grosso scimmione marrone, un ranocchio con mantello verde e panza da impiegato statale, individui giallognoli dalla pettinatura punk, Ninì Salerno (ex Gatto dei Vicoli Miracoli) che annaspava infelice in mezzo agli improbabili compagni.

 

La ragazza sembrava mossa da un fuoco (intestinale ?) interiore che le impediva di stare ferma.

 

In questo inarrestabile sforzo cinetico un ricordo è rimasto indelebile : le tette sballonzolanti.

 

Due enormi poppe, fra la quinta e la sesta, brandite dall’ingenua Marcuzzi del tutto ignara della loro pericolosità (finché un giorno, puntata prenatalizia, Ninì Salerno ricevette un uppercut mammario al mento e fu trasportato, annaspante ma felice, al Policlinico).

 

* * *

 

Dopo pranzo mia madre era solita abbioccarsi sul divano.

Il suo russare era il segnale di via libera.

Accendevo la tivù, pulsante numero 7 del telecomando, Alessia sbaciucchiava il mostro di turno, io aprivo la patta e iniziavo la pratica pippatoria.

 

Tutti i giorni, dal lunedì al venerdì.

 

La mamma seduta alla mia sinistra, dormiente, io alla sua destra, pippante.

 

Nessun rischio di essere colto in fallo col fallo.

Il sonno materno profondo.

Profondissimo.

Sempre.

Sempre ?

Quasi sempre.

 

* * *

 

Mamma          (risvegliandosi di botto dalla pennichella) Ehi, PNV, cosa stai facendooooo ?

 

PNV                (tachicardia totale) No, cioè, io, la patta, cazzarola, mi si è, non volevo, aperta, ma, porca, cioè, vacca.

 

Mamma          (piangente) Oh mamma mia ! Oh nonna tua ! PNV, vergognati !! Da te, queste cose schifose, mai, mai e poi mai. Tu sciagurato ! Tu miserabile !! Dare un dispiacere simile alla mamma che ti vuole tanto bene. Un dispiacere grande, grande, ancora più grande, immenso !!

 

Il mio di “dispiacere”, seppur di dimensioni ridotte, sette centimetri virgola quattro in erezione, è refrattario a tornare nella patta.

Operazione delicata.

Accelerando il rientro alla base rischio di incastrare il pisello nella cerniera dei blue jeans,  rovinando la cerniera stessa (ai pantaloni ho sempre tenuto).

 

Mamma          Un porco. Un figlio porco e maiale. Cosa ho fatto per meritarmi una punizione simile ?! Un figlio suino che commette peccato mortale guardando quelle cosacce alla televisione !

 

PNV                Dai mamma, adesso non esagerare. E poi chiamare cosacce due magnifiche protuberanze come quelle (indico con la mano lo schermo)

 

Mamma          (seguendo il mio dito indice) Due magnifiche protuberanze ? Ma quali protuberanze ! Sono solo un paio di orecchie nauseanti.

 

In effetti il mostro che ci sta osservando, volto sfigurato da cicatrici sanguinanti, due parabole violastre al posto delle orecchie, non è un esempio di bellezza adamantina.

 

La Marcuzzi ?

Desaparecida.

Nell’enfasi masturbatoria non me ne sono accorto.

 

Ha mollato verosimilmente i disgustosi colleghi, è uscita dallo studio, ha imboccato il corridoio dirigendosi, causa urgente necessità evacuativa, verso “l’ultima porta, in fondo a sinistra”.

 

* * *

 

Pastrugnarsi il papagno guardando un programma con pupazzoni deformi non rientrava nella normalità, ma non era colpa del sottoscritto se i mostri venivano affiancati a due mongolfiere da latteria.

 

* * *

 

Una decina d’anni dopo, il connubio gnocca – pupazzo si ripropose con Paperissima Sprint.

Il faccione rosso del Gabibbo e il decolletè rosa di Eva Henger.

A formula inalterata (la Bella e la Bestia, dove la Bella pornostar ungherese veleggiava sopra la quarta) corrispose reazione immutata.

 

La mamma seduta alla mia sinistra, dormiente, io alla sua destra, pippante.

 

Unica differenza, lo preciso per pignoleria, l’orario (il rilassante onanismo del dopo cena).

 

Grazie a Paperissima Sprint ebbi risposta a un quesito che mi tormentava da tempo : il Gabibbo era asessuato o sotto sotto … ?

 

La soluzione mi si mostrò in una calda giornata di fine agosto, sulla spiaggia di Lido di Camaiore.

La Henger, in bikini blu, abbracciò l’amico pupazzo, lo sbaciucchiò, poi lo riabbracciò, poi lo risbaciucchiò e infine lo strinse forte a sé.

Il Gabibbo rispose esclamando :

 

“Belandi !”

 

mentre una protuberanza rossastra compariva all’altezza del suo pube.

 

* * *

 

Guardare e non toccare.

Al limite, era la mia prassi quotidiana, guardare e toccarsi.

D’altronde quali alternative avevo ?

La Marcuzzi come la Henger erano irraggiungibili : apparivano in trasmissioni registrate molti giorni prima della messa in onda.

 

Lo stesso non poteva però dirsi per Violante Placido, entusiasta conduttrice di un preserale su RaiDue, un contenitore di cartoni animati, come indicava il gioco di parole del titolo : Go Kart.

 

A Violante i bambini telefonavano, in diretta.

 

Lei, viso angelicato, rispondeva gioiosa.

Gioia direttamente proporzionale al grado di sballonzolamento delle pere, misurato secondo la scala Popper.

 

Una sera, anzi una presera, Violante non ricevette la solita telefonata del bambino telespettatore, ma quella di un nano che imitava alla perfezione la voce del bambino telespettatore.

 

* * *

 

Violante          Pronto ?

PNV                Pronto.

 

Violante          (movimento ondulatorio del petto, sesto grado Popper) Ciao !! Come ti chiami ?

 

PNV                PNV.

Violante          PNV ? Che strano nome ? Quanti anni hai, PNV ?

PNV                24

 

Violante          (sorridendo) Che burlone che sei, PNV. Senti PNV (quarto grado Popper) cosa ti piacerebbe vedere ?

 

PNV                Le tette.

 

Violante          (imbarazzata) Te … Te … Titti ? Vuoi forse dire Titti ? Il cartone con Titti ?

 

La Placido non è ingenua come vuole far credere.

Non accetta lo scontro diretto col “bimbo” maiale, ne travisa la richiesta, rendendola inoffensiva.

 

PNV                (cantilena) Le tette, le tette, le tette …

 

Violante          (seccata, ma sempre sorridente) Va bene. Come desideri, PNV. Ora trasmettiamo un episodio di Titti col Gatto Silvestro.

 

PNV                Si, si, ti Svesto, ti Svesto !! Dimmi quando posso farlo che …

 

… TU … TU … TU … (linea interrotta).

 

Sul televisore, il mezzobusto della bella Violante annuncia impacciato il cartone animato.

 

Cinque secondi di attesa.

Il cartone non parte.

Dieci secondi.

Il cartone non parte.

Quindici secondi.

La Placido nervosa.

Venti secondi.

Il cartone non parte.

Trenta secondi.

Gli occhioni di Violante rivolti verso qualcuno, fuori campo, che sta alla sua sinistra.

Quaranta secondi.

Cenno di sì col capo all’interlocutore anonimo.

Cinquanta secondi.

 

Violante          (sollevata) Occhei, scusate il disguido. Come promesso al piccolo PNV, ora vi lascio con Titti e il Gatto Silvestro.

 

Zoomata del cameraman sui meloni della conduttrice.

I capezzoli aderiscono fieri contro la camicetta di seta bianca.

Il cartone parte.

 

moreno9000 @ 23:54 | commenti (19)(popup) | commenti (19)
giovedì, 28 giugno 2007 | in : il critico tivvu

“Sei solo brufoli e polluzioni.” direbbe Robert de Niro.

 

“E invece no.” gli risponderei io.

 

Nei primi due mesi da ‘pubere’ non sperimento solo i mutamenti fisici dell’età dello sviluppo, ma anche quelli  caratteriali. In particolare, da buon adolescente 36enne, vivo un periodo di incomunicabilità con mammà.

Dialogo ridotto ai minimi termini fra noi due. Al di la dell’adolescenza parlare con lei si è fatto tecnicamente complicato. E non per colpa mia.

 

Le sette di sera, rientro a casa.

Apro la porta e la vedo seduta sul divano, un sorriso immobile le paralizza la bocca, le cuffie a ricoprirle le orecchie.

Un’occhiata alla tivù.

Rai1 : l’Eredità.

Mi schiarisco l’ugola e saluto alzando il volume della voce:

 

PNV                CIAO.

Mamma          Ciao PNV, ahahahhahahaha.!

 

La risata non dipende dal mio ingresso.

Le cuffie mi impediscono l’ascolto delle battute esilaranti di Carlo Conti, il presentatore del quiz.

Volendo potrei avvicinarmi al divano, mettermi di fronte a mia madre, con il corpo impedirle la visione del televisore, e soffocarle la risata con la seguente frase:

 

PNV                Oggi mi hanno licenziato.

 

Volendo potrei farlo, ma non voglio.

Lei mi impedirebbe di parlare chiedendomi di scostarmi perché il suo Carletto non può essere impallato.

Ebbene sì, Carlo Conti mi ha tolto il primo posto che detenevo da ben 36 anni nella ‘My Mother’s Love Parade’.

La cosa mi infastidisce non poco, tenuto conto che il “bravo presentatore” mi sta, per usare un francesismo, sui coglioni.

 

E per più di un motivo.

 

Io pelato, lui ricciolo.

Io mozzarella, lui abbronzato (l'unico che possa esibire una carnagione Marron Glaces il 27 di dicembre).

Io anonimo (ormai ex) impiegato di banca, lui brillante metrosexual vip tv.

 

Io vergine, lui stantuffatore professionista (a pensare male si fa peccato, ma quando lo osservo aggirarsi fra le aspiranti soubrettine televisive mi ricorda uno squalo affamato in cerca della prima bagnante indifesa da pappare. Lo vidi la prima volta a Miss Italia ed ebbi la sensazione che si fosse spupazzato almeno metà delle concorrenti: da Miss AppleStrudel del Trentino Alto Adige giù giù fino a Miss Arancino Ripieno Trinacria).

 

Si agita nello studio, fa il simpatico, ammicca a destra e manca, sembra il classico compagnone, il tuo migliore amico, quello sempre pronto a darti una mano (il pisello lo presta volentieri alla tua ragazza).

 

Mamma            Sul fornello trovi il riso. Ci ho già messo dentro le zucchine, devi solo aggiungere il formaggio e mescolare.

 

Eseguo gli ordini e mi siedo sconsolato a mangiarmi il solito risotto alle zucchine lesse preparato dalla progenitrice ridente. Mentre mescolo penso: “Ma farà così ridere Carlo Conti ?”.

 

Una forchetta dietro l’altra, ogni tanto alzo lo sguardo per sbirciare la tv.

La mamma alterna sorrisi a sonore risate.

I miei dubbi sulla comicità del Conti crescono quando lei mi riporta, eccitata, la battuta che le cuffie le hanno da poco trasmesso.

 

Mamma            Ahahahahaha. Carletto ha chiesto alla ragazza, di un concorrente bagnino, se ha fatto finta di annegare per farsi notare dal suo fidanzato, ahahahahah.

 

Una lacrima salata, cadendo dall’occhio destro, da un po’ di gusto all’insipido primo piatto che faticosamente sto finendo.

 

Il licenziamento mi ammoscia l’animo: sessualmente sono pubere, ma per il mercato del lavoro a 36 anni sei prossimo al prepensionamento. Trovare una nuova occupazione sarà difficile.

 

Mamma            Ahahahahaha. Carletto fa finta di russare mentre le Professoresse stanno ballando, ahahahahahah.

 

Le Professoresse sono quattro vallette gnocche che negli stacchetti sballonzolano delle burrose poppe ripiene. 

Il loro giro petto è inversamente proporzionale all’abilità che mostrano come ballerine.

In fatto di danza le sopravanzo di gran lunga.

Potrei propormi come Professorino, un Don Lurio dei tempi moderni,  se non fossi quattro misure di reggiseno al di sotto della soglia minima necessaria per farmi notare dal presentatore toscano.

 

Mamma         Vieni a vedere, PNV. A questa domanda tu sai rispondere.

 

Mi alzo dal tavolo, un pezzo di zucchina incastrato fra i molari, mi accosto alla tivu e leggo:

 

“L’uomo più ricco del mondo nel 2006 era, nel 1973, una matricola dell’Università di Harvard. Il suo nome è: Bill Clinton, Bill Cosby, Bill Gates, Buffalo Bill”.

 

PNV                L’ultima: Buffalo Bill.

 

Piccola forma di protesta verso il format malefico: sbagliare le domande banali.

Attendo che la risposta di Carlo Conti attraversi le cuffie e penetri nei padiglioni auricolari materni.

 

Mamma          Ma no !! Hai sbagliato. Si trattava di Bill Gheitz.

PNV                (indifferente)

Mamma          Hai finito il risotto ? Per secondo ti ho fatto cuocere gli spinaci, se vuoi puoi mangiarli con una scatoletta di Simmenthal.

 

Torno a tavola, prendo la padella e vuoto gli spinaci nel piatto. Ho poca fame, come secondo sono  sufficienti. Una manciata di parmigiano grattugiato per renderli più appetitosi.

Tempo due forchettate quando:

 

Mamma          Questa non la sapevo. Carletto ha detto che le verdure che crescono sotto terra vanno messe in pentola con l’acqua fredda, quelle che crescono sulle piante invece vanno messe quando l’acqua bolle. Io ho sempre fatto il contrario.

 

A me gli spinaci piacciono. Sono sempre piaciuti.

Scaldati in una pentola, un poco d’olio di oliva come condimento e una spruzzata di parmigiano reggiano a completare il semplice piatto.

Però la rivelazione di poco fa, sapere che sono frutto di un errore di cottura che mia madre ha reiterato per anni, per decenni, me li ha resi di colpo indigesti.

Provo ribrezzo solo a guardarli.

Lo schifo è tale che pure Braccio di Ferro mi sta improvvisamente sul culo.

 

Prendo gli spinaci residui, li appallottolo dentro un panno carta, apro il cestino della spazzatura, mi allontano di circa tre metri e lancio la palla di carta, con ripieno all’ortaggio, dentro il cestino.

Centro !!

Due punti per PNV (se non fossi un metro e diciotto avrei un futuro sicuro come play nella Virtus Bologna).

 

Abbandonati gli spinaci ripiego su un uovo sodo.

 

Mamma         Ahahahahhaha. Lo sai cosa consiglia Carletto a una donna che sta partorendo ? Deve cantare, perché cantando il cervello produce una sostanza che ti fa stare bene e non ti fa sentire il dolore. A squarciagola urla: “Oh figlio mio” al posto di “Oh sole mio”.

 

O disintegro il televisore o mi accanisco sull’uovo.

Scelgo la seconda opzione: a colpi di forchetta sbriciolo l’albume e penetro nel tuorlo.

 

Sono le otto meno dieci.

Affamato, nella pancia un piatto scarso di risotto, due forchettate di spinaci, tracce di uovo sminuzzato, mollo la cena e mi siedo sul divano.

L’unica cosa che sopporto dell’Eredità è il gioco finale: la Ghigliottina.

Al concorrente sopravvissuto vengono mostrate cinque parole.

Lui deve trovarne una sesta che si abbini con le cinque proposte.

Di solito ci azzecco.

 

Fra un ammiccamento e l’altro, una sbirciatina nel décolleté della finalista (una ragazzotta mora che lavora come parrucchiera in un centro estetico di Pescara), Carlo Conti elenca, nell’ordine:

 

BLOGGER

ZUCCHINE LESSE

ILLIBATO

VIRTUS BOLOGNA

LICENZIATO

 

So la risposta, ovviamente.

Mollo la mamma e il divano.

Fra meno di un minuto il simpatico Carletto svelerà le quindici lettere che compongono la parola misteriosa.

Mi dirigo verso il bagno.

Poco prima di entrare sento la voce preoccupata di mammà che mi urla:

 

Mamma          PNV scusami, non ti ho chiesto come è andata oggi in ufficio !!!!

 

moreno9000 @ 22:16 | commenti (34)(popup) | commenti (34)
sabato, 02 giugno 2007 | in : il critico tivvu

Anni sessanta: le meraviglie del mondo marino narrate da Folco Quilici.

Uomo di grande cultura, competente in materia, amante del mare e delle creature che lo abitavano.

 

Nuovo millennio: per parlare degli stessi argomenti, su Rete4 la domenica mattina nella trasmissione Pianeta Mare, non hanno scelto il vecchio Folco, ma la giovane Tessa Gelisio, una modella dagli espressivi occhioni neri, le guance lentigginose, la nera chioma fluente, il sorriso da Sofficino Findus e una scollatura che Quilici, per quanto si possa impegnare, non potrebbe mai eguagliare.

 

Devo ammettere che Tessa Gelisio non è solo “chiacchiere e scollatura”.

Ecologista convinta, spigliata nella conduzione, mossa da sincera passione per il mare e la natura in genere. Inoltre, particolare significativo, non teme di avventurarsi in imprese spericolate, degne di un eroe salgariano.

 

Nulla può fermarla perché Tessa è la Wonder Woman della TV.

Esce incolume da qualsiasi situazione.

 

Lo stesso non si può dire per chi le sta al fianco.

 

* * *

 

Albero di maestra dell’Amerigo Vespucci.

A 30 metri di altezza un marinaio aiuta Tessa nella faticosa ascesa: gli uomini sul ponte della nave sembrano minuscole formiche bianche.

              

Tessa              Se uno soffre di vertigini, qui sopra non ci può mica venire.

Marinaio        Eh, no, decisamente no.

Tessa              Per quanto, con il gancio legato alla grisella, non ci siano pericoli.

Marinaio        A meno di non sganciarsi, ma solo un pazzo potrebbe farlo.

Tessa             Sull’Amerigo Vespucci tutti i comandi vengono impartiti con un fischietto ?

Marinaio        Si, abbiamo un codice: ad ogni sequenza di fischi corrisponde un ordine.

Tessa             Lo sa che io sono capace di zufolare forte quanto il fischietto del vostro Nostromo ?

Marinaio         Davvero ?

Tessa              Certo (portandosi due dita in bocca) FIUUUUUUUU !!!

 

Il marinaio, stordito dal fischio assordante della Gelisio, si mette le mani sulle orecchie e chiude per un attimo gli occhi. La Gelisio, col sorriso Findus a 32 denti, gli stacca il gancio.

 

Marinaio        Ma cosa sta facendo ?

Tessa              (ride di gusto) Scherzetto o dolcetto ?

 

La domanda insensata inebetisce l’uomo.

Tessa ne approfitta per dargli una piccola spinta.

 

Marinaio       (mentre cade sul ponte della nave) Ecchecazzoooooooo !!

Tessa             E ora un piccolo break. Ci vediamo fra due minuti.

 

(dopo la pubblicità)

 

Tessa              La vedo abbacchiata, signor Nostromo. Come mai ?

Nostromo        (scuote la testa, piangendo)

 

Il Nostromo emette tre deboli fischi.

E’ il segnale convenuto: la bara del ‘marinaio volante’ viene fatta scivolare in mare.

 

* * *

 

Sommergibile della Marina Militare Italiana.

Il Capitano di Corvetta mostra le meraviglie tecnologiche che governano la navigazione del mezzo.

 

Tessa              E questo sarebbe il ?

Capitano         Periscopio. Vuole darci un’occhiata ?

Tessa              Certo ! Mamma mia, che emozione.

 

Il cerchio del periscopio mostra un’imbarcazione.

 

Tessa              E’ una nave sospetta ? Un nemico pericoloso ?

Capitano        Assolutamente no. In zona vi sono molti pescherecci.

 

Rotazione di 90 gradi a destra.

 

Tessa              WOW. Un branco di delfini !!

 

Il comandante sorride mentre, fingendo indifferenza, “periscopia” la scollatura della presentatrice.

 

Capitano            L’osservazione non è solo visiva. Ascolti.

 

Un segnale si ripete con frequenza costante.

 

Tessa               Cos’è ?

Capitano         Il sonar. Quello che sente è il rumore del mare, nelle sue profondità.

Tessa              Ah, che bellezza, che musica celestiale, quale romanticismo. Sarà suggestione, ma mi sembra di udire il canto di una sirena.

 

In sottofondo si percepisce un acuto di Celine Dion.

 

Capitano          (rivolto all’addetto sonar) Da dove proviene questa interferenza ?

Addetto            Dalla saletta cinema. Oggi danno il Titanic.

Capitano          Vada a dire di abbassare il volume

Addetto            (alzandosi dalla sua postazione) Agli ordini capitano !

Capitano          (sottovoce) Che figura del ca ... lamaro.

 

L’attenzione della Gelisio si sposta su un pulsante rosso che spicca su una console supervisionata da un secondo marinaio.

 

Capitano         (prevenendo la domanda) Questo è il comando per il lancio dei siluri.

Tessa              Mio Dio, mi vengono i brividi solo a pensarci. Quindi basta premere il bottone e ?

 

Capitano          No, sarebbe troppo pericoloso. Il dispositivo di lancio deve prima essere attivato dall’addetto ai siluri tramite introduzione di una parola d’ordine segretissima. A quel punto il pulsante diviene operativo.

 

Tessa             (ammicando) E lei non potrebbe digitare per i nostri spettatori la parola d’ordine ?

Capitano         (imbarazzato) Mi chiede troppo.

Tessa              (sballonzolomento mammellare) Suvvia Capitano, per una volta abbandoni l’etichetta.

Capitano          Va bene (si avvicina alla console e digita la password)

Tessa              Quindi ora se pigio il puls …

Capitano          Nooooooo !!

 

Il comandante si precipita al periscopio.

 

Capitano          (scuote la testa)

Tessa              (impossessandosi del periscopio) Mi faccia vedere. WOW, che bello il fuoco sul mare !!

Capitano           Il peschereccio … affondato.

Tessa              (preoccupata) Aspetti, aspetti vediamo se … meno male … i delfini sono in salvo. Pericolo scampato.

 

Il singhiozzo del Capitano, per una brillante carriera che affonda insieme al peschereccio, segue il ritmico segnale del sonar.

 

* * *

 

Interno cucina.

Lo chef Camillo affianca una Tessa sfolgorante, in abito rosso con scollatura mozzafiato, nella preparazione del filetto di merluzzo ai funghi porcini.

 

Tessa              Allora, stiamo friggendo aglio, peperoncino e funghi nell’olio.

Camillo            Esatto, copriamo la padella e attendiamo che i funghi asciughino.

Tessa              Che profumino.

Camillo           (i due occhi a guardare le poppe di Tessa) Ora spruzziamo del vino bianco, mezzo bicchiere d’acqua, un pizzico di prezzemolo e aggiungiamo il pesce.

 

La Gelisio prende due filetti di merluzzo e si allontana dal fornello.

 

Camillo            Dova va, Tessa ?

Tessa              Non si preoccupi: ho un’ottima mira.

 

A tre metri abbondanti dalla cucina Tessa lancia i due filetti che, dopo una parabola perfetta, finiscono nella padella.  Schizzi d’olio bollente sul viso di Camillo.

 

Camillo            Aaaaiiiiiiiiiiiiiiaaahhhh !!

Tessa              Che bello Camillo, mi piace il suo entusiasmo. E ora un piccolo break.

 

(dopo la pubblicità)

 

Tessa             Ecco qua i filetti ai funghi porcini. Li mettiamo sul piatto e aggiungiamo un filo d’olio extravergine. Camillo, cosa ne pensa del risultato ?

 

Camillo            Uh ah oh eh uh oh.

 

Camillo non riesce ad articolare una parola.

Il suo occhio destro è coperto da una benda intorno alla quale si notano segni di bruciatura.

L’occhio sinistro, per metà aperto, tenta di sbirciare la scollatura della presentatrice.

 

* * *

 

La Gelisio i pescherecci non si limita ad affondarli: ogni tanto ci sale sopra.

Con lei il proprietario della barca, Achille, un pescatore sui 70 anni.

 

La rete che Achille ha riportato sulla barca è colma di pesci che muovono disperati le loro code agonizzanti.

 

Tessa              Ooooh, guarda questa povera sogliola. Che occhioni tristi che ha. Deve essere una sogliola mamma con due sogliolini che non possono fare a meno di lei (la ributta in mare)

Achille            Ehi, ma che fa !?!?

Tessa             Una sogliola in più, una sogliola in meno, dai Achille, faccia il bravo.

Achille            (la guarda incazzoso)

Tessa             E questo nasello, come muove la boccuccia. Poverino, cos’è che mi vuoi dire ? Ah, non vuoi abbandonare la tua compagna ? La Principessa sul Nasello ?

Achille            (intuisce le intenzioni di Tessa) Oh, statte buona. Ferma lì.

 

Ignorando le parole del pescatore Tessa lancia il nasello nel mare. Subito dopo raccoglie un terzo pesce.

 

Achille            Chilla nun tiene famiglia.

Tessa             Ti sbagli Achille. Questa è mia cugina: PlaTessa Gelisio. Non posso mica farla morire così.

 

Platessa segue mamma sogliola e il nasello innamorato.

Achille si avvicina alla Gelisio impugnando una fiocina.

 

Tessa             Quella la usi per le balene ?

Achille            E per le scassacaz ….

Tessa             Ci fermiamo per un piccolo break.

 

* * *

 

Sono preoccupato.

Al termine della pubblicità sullo schermo è apparsa la scritta:

“Ci scusiamo per l’interruzione. La trasmissione riprenderà il prima possibile.”

 

Il mio sguardo, da pesce lesso, è fisso sulla tv, speranzoso di rivedere all’opera l’impareggiabile Tessa.

Nell’attesa tento di allontanare lo sgradevole pensiero di una fiocina assassina.

moreno9000 @ 22:59 | commenti (22)(popup) | commenti (22)
domenica, 25 marzo 2007 | in : il critico tivvu, - il meglio - forse -

Sono prossimo allo svenimento.

I riflettori puntati addosso da oltre due ore, la tensione per le quattordici domande superate, il pubblico presenza discreta ma palpabile, mi stanno stroncando.

Una chiazza di sudore parte dall’ascella e sfocia ad altezza caviglia.

Per un attimo penso di mollare tutto quando, improvvisa, la voce di Gerry mi riporta alla realtà.

 

Gerry:             Sei pronto PNV ?

PNV:               Spero di sì.

Gerry:            Ok. Diamo il via all’ultima scalata verso il …

Pubblico:         MILIONE !!

 

Gerry:             Leggiamo la domanda. Quale numero moltiplicato per sé stesso da come risultato 36 ?  Le risposte sono:  a) 0    b) 4   c) 6   d) 36.  STOOOOP !!

 

Gerry:             Ma che domanda è ? Giancarlo (rivolto al regista) fai venire il tizio del computer e il notaio.

Regista:           Ok Gerry.

 

* *  *

 

Due minuti di attesa.

Entrano nello studio il notaio, sulla testa tiene in equilibrio una copia del codice di procedura civile, e un ragazzotto ingobbito che indossa una maglietta raffigurante Bill Gates che fuma una canna ai tempi di Windows 79.

Si mettono in un angolo e parlottano fra loro: non sanno che i nani hanno un udito della Madonna.

 

Gerry:             (al ragazzo) Ti sembra una domanda da un milione di euro ?

Ragazzo:         No, in effetti qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà un baco nella selezione domande dal database. Però, insomma, anche se quello lì indovina (sguardo di commiserazione verso di me), in fondo mica gli cambia la vita.

Gerry:            Stai scherzando ? Guarda che vi facciamo causa. Il milione lo sborsa la tua società, cosa credi, che li tiriamo fuori noi i soldi ?

Ragazzo:         Ok, glieli diamo noi. Tanto, milione sì, milione no, quello lì rimane sempre basso 1 e 18.

Gerry:             (al ragazzo) Deficiente. (al notaio) Senta, non possiamo annullare la domanda ?

Notaio:            No, ormai è stata formulata.

Gerry:           E invalidare l’intera puntata buttando la registrazione in un cassonetto dell’immondizia ?

Notaio:            Si può fare, ma solo in situazioni eccezionali.

Gerry:             Quali ?

Notaio:            Ne sono previste tre. 1) La morte del Gabibbo   2) L’annuncio dell’elezione di Marco Columbro a Papa, col nome di Lorello I   3) Un terremoto di magnitudo superiore ai 6.5 gradi, scala Richter, su Cologno Monzese.

Gerry:             (deluso) Riprendiamo !!

 

* *  *

 

Gerry:             Allora PNV ? La domanda non mi sembra così complicata.

PNV:              Insomma. Sono un po’ stanco e poi la matematica non è il mio forte. Così, su due piedi, escluderei di sicuro solo il 4.

Gerry:             Perché ?

PNV:              Mio cognato ha una 4 x 4 e non è mica un 36, ma un Range Rover da 80.000 euro, ha pure l’airbag sotto il sedere.

Gerry:             STOOOOP !!

 

Gerry:            (mi guarda incazzoso) Faccio questo mestiere da 30 anni. Non sarà mica un nanerottolo demente a pigliarmi per il culo. Rispondi in fretta che voglio chiudere la registrazione.

PNV:               Zio Gerry, scusa, ma ..

Gerry:             Non sono lo zio Gerry. Mi chiamoVirginio Scotti !

PNV:               Signor Virginio Scotti, mi scusi, ma non sto mica fingendo. Sono teso, il sudore mi parte dall’ascella e arriva fino alla caviglia. A proposito, si nota ?

Gerry:             No, con quella cazzo di tunica nera che indossi non si vede nulla. Senti, faccio finta di credere alla tua impasse. Hai ancora un aiuto, la telefonata. Falla e chiudiamo la vicenda alla meno peggio (al regista) Riprendiamo !!

 

* *  *

 

Gerry:             Ti ricordo che hai la telefonata a disposizione. Chi c’è dall’altra parte del filo ?

PNV:               La mamma (attimo di pausa). Ok, chiamamola.

 

Gerry:             Buonasera signora, mi sente ? Sono Gerry Scotti.

Mamma:        Oh, signor Gerry, che piacere parlare con lei. Ma lo sa che è proprio un bell’uomo ?

Gerry:             (schernendosi) Cosa dice signora !

Mamma:         E’ bello e bravo. Mi ricorda Corrado, bello e bravo come lui.

Gerry:            Grazie signora. Ora però lasci perdere i complimenti e si concentri. L’abbiamo chiamata perché PNV ha bisogno del suo aiuto. Non posso dirle di più, ma il momento è molto importante. Appena le do il via avrà 30 secondi di tempo per rispondere alla domanda che suo figlio le farà. E’ pronta ?

Mamma:         Sì.

Gerry:             Via !

 

PNV:               Ciao Mamma.

Mamma:        PNV, finalmente hai chiamato. Stamattina sei uscito di casa senza dirmi cosa volevi per cena.

PNV:               Mamma non ho tempo.

Mamma:         Lo vuoi il prosciutto cotto con le zucchine lesse ?

PNV:               Va bene. Ora però prendi la calcolatrice che trovi sul tavolo di fronte a te.

Mamma:         Non vedo nessun ..

PNV:               Sul tavolo, ho lasciato la calcolatrice accesa.

Mamma:         Il tavolo non c’è PNV. Dove l’hai messo ? Sei il solito disordinato, prendi le cose e non le rimetti al loro posto.

 

Gerry:             Svelti, mancano pochi secondi.

 

PNV:               Mamma, mi fai le patatine fritte invece delle zucchine ?

Mamma:         Ok PNV, mi raccomando non fare tar ..

 

Telefonata interrotta: 30 secondi scaduti.

 

Gerry:             La telefonata non è servita.

PNV:              Almeno ho evitato le zucchine lesse. Gerry, poco prima della mamma, mi è tornata alla mente una frase che devo aver letto dentro un Bacio Perugina.

Gerry:            Quale frase ?

PNV:              Qualsiasi numero moltiplicato per 0 da 0. Quindi, se il cioccolatino ha ragione, dopo il 4 escluderei pure lo 0.

 

Terminata la frase una vibrazione nello studio mi fa cadere dal seggiolino.

Mormorio fra il pubblico.

 

Gerry:             Presto, un assistente venga a risollevare il nanetto.

PNV:              (mentre mi aggiusto la tunica) Se questa cosa dello 0 dovesse valere anche per il 36 ..

Gerry:             Ovvero ?

 

Una vibrazione più intensa fa cadere Gerry Scotti dalla seggiola.

Io sbando ma rimango in sella.

Una donna del pubblico caccia un urlo.

Il mormorio si fa più intenso.

Si spengono due riflettori.

 

PNV:               Presto, quattro assistenti di studio per risollevare il Signor Virginio Scotti.

Gerry             (di nuovo seduto, si aggiusta la cravatta) Secondo te 36 per 36 dovrebbe dare ?

PNV:               36. Però mi sa che quello che vale per lo 0 non vale per tutti gli altri num ..

 

La terza vibrazione è micidiale.

Io e Gerry cadiamo dai rispettivi seggiolini.

Urla di panico fra il pubblico.

Dalla testa del notaio scivola il codice di procedura civile.

Due donne svengono.

Gli spettatori delle ultime file, quatti quatti, iniziano ad abbandonare lo studio.

Partono altri tre riflettori, un cameraman si ribalta con la telecamera che scoppia provocando un principio di incendio.

Interviene il regista:

 

Regista:          Gerry, è un probabile terremoto !!

Gerry:             (si rimette a fatica sulla sedia per poi rivolgersi al notaio) Annulliamo ?

Notaio            (con il codice di procedura civile di nuovo in testa) Siamo a magnitudo 4.7. Si prosegua.

Gerry:             (ansioso mi dice) Sembra che sia rimasto solo il 6 ?

 

Scossa biblica.

Fuga caotica del pubblico.

Una crepa larga circa un metro si forma sul pavimento.

Il notaio viene inghiottito.

Io e Gerry cadiamo di nuovo in simultanea dal seggiolino.

Sembriamo una coppia di tuffatori specialità sincro.

Nel volo batto la testa violentemente.

Vista annebbiata dalla botta e dal fumo che sta invadendo lo studio.

Mi sembra di intravedere Papa Lorello I benedicente.

 

Gerry avanza carponi fino a raggiungere il bordo crepa.

 

Gerry:             Notaio, mi sente ?

Notaio:            (con un filo di voce) Sì.

Gerry:             A quanto siamo ?

Notaio:            Magnitudo 6.8.

Gerry:             Annulliamo ?

Notaio:            (rantolando) An .. nul .. lia … moooooo.

Gerry:            (rivolto verso di me, un ghigno sul viso sudato) Nanetto, hai sentito ? Tutto annullato. Smamma !!

 

Seguo il consiglio del signor Virginio Scotti.

Quello che conta ora non sono i soldi, ma salvare le chiappe.

Obiettivo numero uno: uscire dallo studio che sta crollando.

Obiettivo numero due: tornare a casa (ci sarà ancora una casa ?), dimenticare il milione di euro e tuffarsi nel piatto di patatine fritte fumanti.


Speriamo che mamma non si sia scordata di comprare il ketchup.

moreno9000 @ 14:20 | commenti (22)(popup) | commenti (22)
mercoledì, 14 febbraio 2007 | in : il critico tivvu

Basta moltiplicare il numero di reti (Rai1, Rai2, Rai3) per 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno.

Totale: 26280 ore di programmazione.

 

Di queste, un centinaio le occupa Paolo Fox.

 

Paolo chi ?

 

Paolo Fox, l'astrologo (o per meglio dire l'oroscoparo) che ammorba gli sfortunati telespettatori di Rai2 ("Piazza Grande" dal Lunedì al Venerdì, "Mezzogiorno in Famiglia" nel weekend).

 

Mr. Fox va "terminato".

Non tanto per le fregnacce che dice (un'interminabile sfilata di stelle, pianeti, costellazioni, ascendenti, decadi, soldi, salute, denaro, Urano che entra in Acquario spaventando i Pesci, Giove che penetra la Vergine, la Vergine gradisce la copula e cambia segno), ma per quell’aria da furbetto sorridente con la quale si rivolge al pubblico, l’espressione di uno che l’ha fatta franca: per vivere di bischerate astrali come le sue ci vuole un gran colpo di ..... fortuna (merito di Saturno nel Capricorno ?).

 

Mamma Fox:  Figlio mio, lascia stare lo Zodiaco, pensa a studiare che da grande farai l'ingegnere.

Papà Fox:        Ma quale ingegnere: malta, cazzuola e vai di muratore.

Paolino Fox:   Lo sapete che quest’anno i Gemelli avranno Mercurio dalla loro parte ?

Mamma Fox:  Lo meni tu ?

Papà Fox:        Occhei, vado in garage a prendere la roncola.

 

Tornando alla pecunia l’equazione è semplice:

 

104 euro di canone :  26280  =  ICS euri : 100 ore di presenza foxiana in TV

 

Risultato: ogni anno 40 centesimi escono dalle mie tasche e finiscono in quelle di Paolino (il passaggio non è così diretto, ma mi piace pensare che lo sia).

 

40 centesimi sono poca cosa, ma darli a quella Volpe Zodiacale proprio non mi va giù.

 

E’ una questione di princìpio.

 

A proposito di princìpi ...

 

* * *

 

Mio nonno, mangiapreti comunista della prima ora, quando morì la nonna, non entrò in chiesa per i funerali. Rimase fuori, soffrendo come un cane, in attesa che la messa finisse.

 

Ai suoi (di funerali) in chiesa ce lo portarono, ma il babbo, seduto nella prima panca, disse di aver sentito dei colpi provenire dalla bara e una voce che sussurrava:

“Tiratemi fuori di qui, baciapile del cazzo. Evviva il Comunismo, evviva Giuseppe Stalin”.

 

Non chiedetemi se la cosa sia vera o se il babbo si era bevuto il cervello.

Io alla funzione non ero presente, soffrivo come un cagnolino, seduto sui gradini del sagrato (alcuni princìpi sono come il colore degli occhi: uno li eredita).

 

* * *

 

Due settimane fa entro nell’Ufficio Postale con il bollettino RAI.

Somma da pagare   : 103 euro e 60 centesimi.

Causale versamento: “rinnovo abbonamento tv”  -  "detrazione fregnacce Paolo Fox".

 

Esco dalla Posta, un salto in edicola, Oroscopo del Corriere, un’occhiata al mio segno:

 

“Soldi: la giornata è a voi favorevole. Risparmi in vista”.

 

40 centesimi sono poca cosa, ma pur sempre un risparmio: previsione azzeccata (l’oroscopo non è di Paolo Fox, ovviamente).

 

Dopo tre giorni il campanello di casa fa DLEN DLEN.

Neanche il tempo di aprire la porta e SDONG, un jab in mezzo alla fronte mi stende a terra.

Mi rotolo dal dolore, non vedo più nulla, solo un mucchio di stelle colorate che brillano nel cervello.

Il "Pugile" mi salta addosso premendomi il collo con il suo avambraccio.

 

Pugile:  Tira fuori i soldi.

PNV:    Chi sei ?

Pugile:  L’Esattore.

PNV:    Un Esattore nano ?

Pugile:  Come hai fatto a capirlo ?

PNV:    Il jab che mi hai tirato. Solo un nano poteva colpirmi dritto in quel modo.

Pugile: Sei sveglio. Comunque non chiamarmi nano, ma “diversamente alto”. Hai capito, brutto nano di merda ?

PNV:    Ok.

Pugile:  I soldi, tira fuori i soldi (aumenta la pressione sul collo)

PNV:    Quali ?
Pugile:  Non fare il finto tonto. I quaranta centesimi.

PNV:    E’ una questione di princìpio. Vuoi sapere la storia di mio nonno … ?
Pugile:  No, sgancia gli euri o altrimenti … 

PNV:    Sono un uomo morto ?
Pugile:  Morto no, “diversamente vivo”.

PNV:    Il portamonete è nel primo cassetto.

 

Il "Pugile" molla la presa, si alza, lo sento aprire il cassetto, rumore di monetine, piccoli passi in direzione della porta di casa che si richiude.

 

Se ai princìpi disattesi ci aggiungi un ematoma in faccia, l'incazzatura è garantita.

 

Per sfogarmi sono partito da piccole palline di mollica di pane, ho proseguito con delle mollette, poi le penne Bic (le lancio contro il telefaccione di Fox che continua imperterrito a sorridere).

Quando sono passato al ferro da stiro della nonna ho capito che qualcosa non andava (lo schermo tv frantumato, il ferro da stiro funziona meglio di prima).

 

Ci vuole l'analista.

 

Psicologa: Ora chiuda gli occhi, faccia dei bei respiri lunghi lunghi, e quando sarà calmo pensi di essere in mezzo a un prato verde.

PNV         (respirazione profonda)

Psicologa: E' calmo ?

PNV         (cenno di assenso con la testa)

Psicologa: Bene. Immagini in mezzo al prato una capretta che bruca.

PNV         (cenno di assenso con la testa)

Psicologa: Un maialino, due galline, una mucca che la saluta.

PNV         (cenno di assenso con la testa)

Psicologa: Respiri profondo. Accanto alla mucca Paolo Fox legge le previsioni per i Gemelli.

PNV         (le mani mi si stringono a formare due pugnetti rancorosi)

Psicologa: Ritorniamo al prato vuoto.

 

Dopo cinque sedute di full immersion psicoriabilitativa, prati verdi su prati verdi, sono guarito.

 

L'ultima volta ho visualizzato Paolino che mi recitava l'oroscopo in latino.

Calmo, come neanche il Dalai Lama, gli ho persino stretto la mano e chiesto l'autografo.

 

Prova del nove.

Accendo la tivvù su Rai2.

 

Ariete, Toro, Gemelli.

Sono calmo.

Cancro, Leone, Vergine.

Sono calmo.

Bilancia, Scorpione, Sagittario.

Sono calmo.

Capricorno, Acquario.

Sono calmo.

 

Fox:    e ora tocca a voi, cari amici dei Pesci.

PNV   (respiro profondo, sono calmo)

Fox:    Una persona che NON stimate vi chiederà un piccolo favore. Un prestito. Poca cosa ...

PNV   (sono sempre calmo, il Dalai Lama mi da una pacca di incoraggiamento sulla spalla)

Fox:    ... pochi euro, forse meno, 40 centesimi, ma voi, fedeli ai princìpi ...

PNV   (il Dalai Lama si innervosisce; PuroNanoVergine calmo come non mai)

Fox:    ... non glieli darete (sorride e strizza l'occhio).

 

Prova superata, forse.

 

Con calma spengo la tivvù.

Con calma esco dall'appartamento.

Con calma mi dirigo verso il garage.

 

Se ricordo bene dentro il garage dovrei trovare quella vecchia roncola  ....

moreno9000 @ 11:51 | commenti (28)(popup) | commenti (28)