venerdì, 22 maggio 2009 | in : - il meglio - forse -, il cliente ha sempre

Sono in enoteca e sono imbarazzato, ma non è mica imbarazzo digestivo, lo stomaco che brontola per la non abitudine al vino, no, di vino neppure l’ombra (poi leggerete), l’imbarazzo è da intendersi come disagio in quanto l’enoteca si definisce Beveria, locale chic per VFP (Veri Fighet People), e, capirete, in una beveria frequentata da Product Manager, Digital Strategist, Senior Financial Controller, Consulting Training Director, un puro nano vergine Long Time Unemployed, sprovvisto di giacca, scravattato, scarpine Chicco sdrucite, blue jeans non di marca ma di mercato, camicia Oviesse, rischia lo stordimento.

 

Poi, per fortuna, lo slalom fra gessati ingessati e decolle-tè aromatizzati termina.

Una decina di scalini (locale a due piani), tavolo per cinque, ci si siede su sedie da designer disegnate.

 

Tento il relaxing (compatibilmente con lo schienale in policarbonatomaculato automassaggiante che mi provoca un principio d’eczema dorsale).

 

Al mio fianco, Paolo. A fianco di Paolo, la Tris. Al fianco della Tris, Luca (che ha scelto il locale). Al fianco di Luca, Daniela. Al fianco di Daniela, il sottoscritto (ops, si è fatto il giro del tavolo in tre righe).

 

Alle mie spalle lo schienale in policar…, l’eczema dorsale in fase espansiva, un secondo tavolo, per due persone, fra le quali riconosco noto giornalista calcistico televisivo in compagnia di noto dirigente calcistico indagato, di provata fede granata, a suo tempo facente però parte della Triade Bianconera : non un inquisito qualsiasi, niente popò di meno che Antonio Giraudo.

 

* * *

 

L’enoteca è fatta in sostanza per bere vino (non per altro, si deve tener fede al prefisso), ma a me il vino non è che piaccia molto e poi ne basta mezzo bicchiere per farmi traballare e poi non saprei cosa scegliere tanto più se devo affrontare un sommelier fingendo conoscenze che non ho.

Nella migliore delle ipotesi me la caverei così :

 

Sommelier      Il signore ha scelto ?

PNV                (scorrendo la lista vini) Vorrei un … un … un Tavernello, grazie.

Sommelier      Ottima scelta. Abbiamo un Rosso Esselunga o se preferisce un Rosé Conad.

PNV                Il Conad può andare.

 

Non stupitevi per la presenza del Tavernello.

Lo trovate come potreste trovarlo all’Esselunga, alla Conad, alla Sma, all’Ipercoop, persino all’Ikea, con la sottile differenza che qui una confezione da 0,25 L sfiora gli 11 euro.

 

* * *

 

Con l’acqua me la cavo meglio e poi volete mettere il gusto di essere in una enoteca e chiedere dell’acqua ?

L’avranno ?

Certo, altrimenti sarebbe una semplice enoteca e non una Beveria per Very Fighet People.

Non solo, per l’acqua è previsto un sommelier ad hoc col quale mi intrattengo amabilmente fingendo conoscenze che non ho.

 

Sommelier      Il signore ha scelto ?

PNV                (scorrendo la lista acque) Vorrei una … una … una Ferrarelle, grazie.

Sommelier      Se permette le consiglierei una delle nostre migliori acque.

PNV                Ovvero ?

Sommelier      Una Evian du Moulin Rouge Can Can del ’79.

PNV                Vada per l’Evian.

Sommelier      Evian du Moulin Rouge Can Can.

PNV                Intendevo quella.

 

I miei quattro amici sorseggiano un Brunello di Montalcino (una specie di Tavernello imbottigliato in bottiglie di vetro), mentre il sottoscritto si gode la sua Can Can del ’79, bicchiere nella mano destra, brevi sorsate a intervallare le chiacchiere.

 

Fatta abitudine all’eczema, ignorati i Financial Controller e i Giraudi presenti nel locale, la serata dovrebbe virare sul bello e invece …

 

E invece mi ritrovo alla mia destra, poco dietro la sedia al policar… un cameriere che impugna la bottiglia di Can Can, lo stesso che qualche minuto prima mi aveva servito.

Immobile, la bottiglia imbracciata come se fosse un fucile, osserva il livello dell’acqua nel mio bicchiere.

Me ne accorgo perché, a bicchiere vuoto, le bollicine frizzanti dell’Evian che ancora stuzzicano il gargarozzo, il tipo si avvicina e con gesto elegante e discreto provvede a riempire nuovamente il calice.

Non ho il tempo di fermarlo né una prima volta, né una seconda (due minuti dopo), né una terza (due minuti dopo i due minuti), nè una quarta (tre minuti dopo i due minuti dopo i due minuti).

L’Evian du Moulin Rouge Can Can del ’79 termina.

Ho lo stomaco, il mio piccolo stomaco di  nano, gonfio.

Rutto a bocca chiusa, gorgoglii addominali.  

 

Il cameriere si eclissa, lo vedo scendere rapido le scale.

Giusto il tempo di asciugarmi le labbra e ricompare il sommelier.

 

Sommelier      Il signore desidera altro ?

PNV                Insomma, sa, una bottiglia in sette minuti, forse, forse sarebbe meglio una pausa.

 

Sommelier      (allungandomi la lista acque) Comprendo, ma abbiamo un’ultima bottiglia di Rochette du Del Pier et son Petit Usel del ’91 assolutamente imperdibile.

 

PNV                Vada per la Rochette de l’Usel.

Sommelier      Rochette du Del Pier et son Petit Usel

PNV                Intendevo quella.

 

* * *

 

La Rochette è decisamente più impegnativa.

È accadueO con l’aggiunta di COdue, di troppo COdue.

Le bollicine superano il palato facendo tabula rasa delle papille gustative, arrivano allo stomaco e lo dilatano.

Dopo il primo bicchiere la dilatazione provoca pressione al fegato.

Fitte sul lato destro del corpo.

 

Meglio fermarsi, ci vuole una pausa di mezzora.

 

Nei tre secondi necessari per formulare il proposito trovo il bicchiere maledettamente pieno.

Mi volto, il cameriere sorridendo sembra dirmi : “Hai visto ? Manco te ne sei accorto.”

 

Come cliente avrei il diritto di bere come e quando mi pare, anche di non farlo o addirittura, ma il privilegio è concesso solo a una crème ristretta di habituè, di rovesciare l’acqua per terra o sulla testa del cameriere, o su quella del sommelier, o su entrambe, dopo averle fatte cocciare fra di loro, ma non ne ho il coraggio, voglio dire che non posso rifiutare il privilegio concessomi di assaporare l’ultima bottiglia di Rochette du Del Pier et son Petit Usel, quindi, pavido nano, mi faccio forza e con sprezzo del pericolo, mando giù tutto d’un fiato il secondo bicchiere.

 

Scricchioli interni, il duodeno sta cigolando sotto la pressione dello stomaco.

Fottuto il duodeno, il prossimo a cedere dovrebbe essere il colon trasversale.

 

Nei tre secondi necessari per formulare il pensiero trovo il bicchiere maledettamente pieno.

Mi volto, il cameriere sorridendo sembra dirmi : “Hai visto ? Manco te ne sei accorto.”

 

Gli sorrido, mi sorride.

Flatulenza ad ano chiusa.

Silenziosa e inodore.

 

Prima della morte un soprassalto d’orgoglio.

Ora ingollo il terzo bicchiere, ma non lo poso come gli altri alla mia destra, dalla parte dell’aguzzino che mi controlla, no, lo lascio a sinistra, magari spostandolo verso il centro tavola.

Porto il bicchiere alla bocca, trangugio in un nanosecondo, fingo posa a destra, poi cambio direzione, lo mollo a centro tavola, sulla sinistra quando d’improvviso sento un tocco sulla scapola destra, mi volto, nulla, ruoto la testa di nuovo a sinistra e osservo, con timore, il bicchiere di nuovo pieno !

 

Il cameriere tossicchia.

Lo sento sussurrare: “Hai visto ? Manco te ne sei accorto.”

 

Sconfitto termino la Rochette.

 

* * *

 

Rientra in scena il sommelier.

 

Sommelier      Il signore desidera altro ?

PNV                Qualcosa di forte, che mi faccia esplodere l’intestino tenue.

 

Sommelier      (allungandomi la lista acque) Suvvia, non sia così tragico. Come terzo assaggio non può perdere una Vie Snel pour le Petit Nanet avec un Problem a le Budel del ’97..

 

PNV                Vada per la Vie Snel.

Sommelier      Vie Snel pour le Petit Nanet avec un Problem a le Budel

PNV                Intendevo quella.

 

* * *

 

La Vie Snel è l’Everest delle acque.

COdue con aggiunta di COdue e una correzione di COdue.

 

Chiedo cortesemente la bottiglia al cameriere.

Me la porge sospettoso, teme una mia possibile rivolta, poi, compiaciuto, mi osserva tracannare i 75 cl della Vie Snel in 5 secondi e 98 centesimi.

Record europeo.

 

I rèni pulsano come una coppia di casse acustiche a un rave party.

 

Prima debole, poi man mano sempre più forte, mi piglia lo stimolo a espellere il mix di Evian Rochette Vie Snel che tiene in ammollo buona parte del mio esausto corpicino.

Ho i testicoli che trasudano bollicine, ma mai e poi mai darò la soddisfazione a quella coppia di bastardi che mi hanno imbottito di liquido di chiedere, con finta gentilezza : “Scusi, mi sa indicare il bagno ?”.

 

Mi rivolgo ai miei amici.

 

PNV                Perdonatemi, ma non mi sento molto bene. Vi dispiace se vi lascio soli ?

 

(loro col vino se la sono cavata alla grande : qualche assaggio inframmezzato da stuzzichini vari e nulla più).

 

Amici              Ma no, figurati, veniamo via con te.

 

* * *

 

Ci alziamo.

Un ultimo sguardo al cameriere.

Mi sorride, gli sorrido.

Tenendo il braccio destro accanto al corpo alzo, in segno di saluto, il dito medio della mano.

Nonostante il mio gesto lui continua a sorridere.

 

Scendiamo le scale.

Passiamo alla cassa.

Paga Luca per tutti e cinque (d’altronde l’idea della Beveria è stata sua, ecchecazzo).

 

Ci avviciniamo alla porta d’uscita, ho dei tremori lungo il corpo, stringo le gambe in modo che comprimano il pisello e trattengano lo zampillio che preme sul glande.

 

Stiamo per uscire quando sento una voce che richiamandomi mi fa :

 

Sommelier      Signore ?

PNV                Si ?

Sommelier      Pssssssssssssst.

 

Gli sorrido, mi sorride.

Chiudo la porta di vetro alle mie spalle e poi, finalmente libero, mi gusto l’immenso piacere di una lunga, infinita, meravigliosa pisciata nei pantaloni.

 

moreno9000 @ 22:19 | commenti (16)(popup) | commenti (16)
lunedì, 20 aprile 2009 | in : il cliente ha sempre

Le lucine verdi sono tre.

 

POWER è accesa e non lampeggia (e mi va bene).

STATUS è accesa e lampeggia (e mi va bene).

ETHERNET è accesa e lampeggia (e mi va bene).

ADSL è spenta (e non mi va bene).

 

No, non mi va bene per niente.

 

Ho gli ormoni imbizzarriti dalla primavera e con gli ormoni imbizzarriti mi capita molto spesso di abbassare i nanoboxer (se vi sono signorine di buona famiglia evitino di leggere le prossime righe) e di trastullarmi il piccolo e pigro baccello mentre guardo una sexy blonde dildofucking su Redtube.

Non sarà molto, ma a volte ci si può accontentare di quei 48 secondi di piacere autoprocurato per sentirsi in pace col mondo intero.

Per non parlare dei filmati con horny baby giving blowjob che solo a immaginarmeli, prima ancora di farne il download, mi sento librare nell’aria, a mezzo metro d’altezza, la punta della testa pelata che gioisce a un metro e sessantotto sul livello del mare.

 

E invece stasera la luce ADSL è kaputt, stato OFF permanente, non c’è verso di farla rinsavire (ho  staccato il modem dalla presa, riattaccato il modem alla presa, ho scollegato il modem dal PC, l’ho ricollegato al PC, l’ho riscollegato dal PC, l’ho collegato al microonde, sul pollo che all’interno arrostiva è apparsa per un microsecondo l’home page di Google, poi il pollo è bruciato, ho spruzzato delle gocce di acqua di Lourdes sul modem, ho minacciato il modem con un punteruolo, gli ho fatto sentire il bollettino dei naviganti e dei navigatori a cura della Marina Militare, ho tentato col solletico, l’ho cosparso di cenere e poi sono passato alla cocaina, gli ho detto che era cocaina, ma deve aver fiutato che fosse banale borotalco, è un modem dal fiuto infallibile, mi sono inginocchiato, gli ho chiesto perdono per quella volta che sono finito sul sito di Radio Maria, non l’ho fatto apposta, lo giuro, gli ho promesso di presentargli Elena Sofia Ricci …), quindi, mio malgrado, non potendo rinunciare a una busty latina in the bathroom, ho chiamato l’assistenza clienti.

Nonostante l’ora, sono le 21 e 48, mi risponde la disponibile voce di Cinzia.

 

* * *

 

Cinzia             Salve, sono Cinzia, in cosa posso servirla ?

PNV               Ops !

Cinzia             Ops ?

PNV               (tirandomi su i boxer che mi ero scordato abbassati)

Cinzia             Pronto ?

PNV               Mi scusi, buonasera, la chiamo perché ho un problema coi box… col modem

Cinzia             Un problema di che tipo ?

PNV               Non funziona.

 

Rumore di tasti pigiati da parte della gentile assistente del call center.

 

Cinzia             Ha verificato se il modem è collegato al pc ?

PNV               Sì, lo è.

Cinzia             E alla presa della corrente ?

PNV               Sì.

Cinzia             Ha corrente nel suo appartamento ?

PNV              

Cinzia             Sicuro ?

PNV               Mah, direi di sì.

Cinzia             Provi ad accendere la lavatrice.

PNV               Un attimo che mi alzo e vado in bag…

Cinzia             La metta sui capi delicati.

 

Torno dal bagno.

La lavatrice sta imbarcando acqua.

 

PNV               La corrente c’è.

Cinzia             Ok. Il computer è protetto da possibili agenti infettivi ?

PNV               Ho Avast installato.

Cinzia             Benissimo. E lei ?

PNV               Io ?

Cinzia             A infezioni come è messo ?

PNV               Ho fatto l’antitetanica.

Cinzia             Perfetto !

 

Pausa di pochi secondi.

 

PNV               A me sembra che tutto sia a posto.

Cinzia             In effetti.

PNV               

Cinzia             Un’ultima verifica.

PNV               Dica ?

Cinzia            Chi vinse il torneo di Wimbledon nel 1984 ? Ivan Lendl o Stefan Edberg ?

PNV               John McEnroe. Mazzolò Jimmy Connors con un pesantissimo 61 61 62

Cinzia             Esatto !!

 

Sensazione mista : fiero per aver aggirato la domanda trabocchetto della call centerista, depresso per il modem ko.

 

Cinzia             Purtroppo non so cosa dirle. Mi sembra tutto in regola. Se vuole posso passarle uno dei nostri tecnici. Sa, sono dei veri maghi delle telecomunicazioni.

 

PNV                Va bene, grazie molte.

 

* * *

 

Se qualcuno fosse scettico sulla fedeltà del dialogo riportato poche righe sopra, beh, avrebbe ragione.

 

La signorina Cinzia (non so perché, ma dalla voce non percepivo la presenza di un potenziale marito) dopo un breve interrogatorio di routine (niente lavatrici e tornei di tennis) mi dirotta al tecnico super esperto di modem e computer.

 

Se qualcuno fosse scettico sulla fedeltà del dialogo che fra poco riporterò, beh, avrebbe torto.

 

* * *

 

Tecnico           Si ?

PNV                Salve, la signorina del call center mi ha …

Tecnico           Beh ?

 

Dal mio cellulare esce un odore di melanzane alla parmigiana.

 

PNV                Non voglio disturbarla troppo, ma ho un problema col tecn… col modem.

Tecnico           (in sottofondo mandibola masticante) Ah ?

PNV                Cioè, il modem non funziona.

Tecnico           Ah, beh.

PNV                Già.

Tecnico           Uhm.

 

L’ultimo “Uhm” fa ben sperare.

Immagino una diminuzione dell’afflusso sanguigno nello stomaco del mio interlocutore in favore delle sue meningi.

Fra poco avrò la soluzione (e la busty latina in the bathroom).

 

Tecnico           Renzo !

PNV                Renzo ?

Tecnico           No, non dico a lei. Renzo … il Tavernello !!

PNV                Ah, beh, già, uhm.

 

Tecnico           (vino che scende nel gargarozzo) Comunque …

PNV                Comunque ?

 

Tecnico           … non può chiamarmi e dirmi che il modem non funziona.

PNV                No ?

 

Tecnico           No, è troppo generico. È come se io andrei dal medico e gli direi : “Senta ho mal di pancia”.

 

PNV                Le melanzane sono dure da digerire.

 

Tecnico          Si, ma se gli dico solo che ho mal di pancia e non gli dico che ho mangiato troppo quello mica mi può dare la cura.

 

PNV                In effetti.

 

Il ragionamento non fa una grinza.

Non sto parlando con un semplice addetto ai modem e ai pc, ma con un filosofo, anzi, di più, una sorta di santone che unisce competenza tecnica, saggezza mistica e melanzane alla parmigiana.

Una volta rimarcata la differenza fra il povero nanocliente e l’Albert Dalai Lama Einstein il dialogo può riprendere.

 

Tecnico           Comunque …

PNV                Comunque ?

 

Tecnico           Comunque domani mattina mi collego alla centrale e verifico se per caso è un problema nostro.

 

Il “per caso” è buttato lì per pura magnanimità.

 

PNV                Grazie, grazie molte.

Tecnico           Yaaaaaaawn.

 

Dopo lo sbadiglio dal mio cellulare esce un filo di fumo (Nazionali senza filtro).

 

* * *

 

Spengo il PC, spengo il modem, spengo la lavatrice, spengo il cellulare, mi sistemo i boxer preparandomi per andare a letto, nella speranza di trascorrere una notte tranquilla e di potermi incontrare domattina (non so perché, ma ho la vaga sensazione che domattina il Mahatma scoprirà che il problema era, “per caso”, un problema suo), in un incontro ravvicinato del quarto tipo, con la mia insaziabile e vogliosa Busty Latina.

 

moreno9000 @ 22:16 | commenti (27)(popup) | commenti (27)
martedì, 17 marzo 2009 | in : il cliente ha sempre
 Un po’ me la sono cercata perché Leopoldo (la schiena ingobbita, il viso che punta diritto sulla pancia cocomerosa, il quotidiano sommesso brontolio a fronte di piccoli intoppi che solo lui ritiene problemi insormontabili) non aveva la minima voglia di organizzare una festa per il suo pensionamento.

No party ? No regalo.” la sentenza dei miei colleghi.

Ma dai, un piccolo pensiero non si nega a nessuno. Leopoldo, se non festeggia, è per timidezza. Odia essere al centro dell’attenzione. Gli provoca un rimescolio allo stomaco che, con la pancia che si ritrova, produce un brontolamento temporalesco.”

Allora al regalo ci pensi tu.”

* * *

Ho la fortuna di vivere in una città cosmopolita (da cosa è dato il cosmopolitismo ? Abbiamo ben tre linee della metropolitana, due squadre di calcio di serie A, innumerevoli stilisti con l’erre moscia che vestono Gran Dame al Silicone per la Prima del Teatro Lirico, un Duomo con annessa piazza con annessi piccioni con annessa cacca che imbratta la statua di un Savoia, non ricordo quale, probabilmente un Vittorio Emanuele qualcosa …) e in una città cosmopolita puoi trovare qualsiasi regalo tu stia cercando.

Nel caso di Leopoldo, frequentatore solitario di musei, prevalentemente parigini, l’ideale dovrebbe essere un libro (chic – oso) sugli impressionisti.

* * *

Ho la fortuna di vivere in una città cosmopolita e una città cosmopolita degna di tale cosmopolitismo non può non avere una Galleria che colleghi i piccioni scagazzanti di Piazza Duomo con le Gran Dame al Silicone del Teatro Lirico, un passaggio riservato alla crème della società, dove hanno sedi prestigiosi negozi per clienti raffinati.

Fra questi, una libreria d’arte storica (l’aggettivo vale per l’arte e per la libreria, attiva dai tempi di Napoleone).

Ora, io non sono abituato alle librerie d’arte storiche, se entro in un negozio è per comprare mezzo chilo di pane, una confezione di Cibalgina, due etti di cotto (tagliato sottile), un paio di scarpine Chicco per purinanivergini e, una volta al mese, Plaboy.

Sono luoghi a me abituali, nei quali mi trovo a mio agio, negozi dove poter scambiare quattro chiacchiere, da pari a pari, con panettiere, farmaciste, salumiere, venditrici di scarpe, giornalaie e giornalai (Playboy lo chiedo sempre al signor Ernesto, con la moglie mi limito a Film TV).

Un locale chic, per gente altolocata, mi imbarazza.

Non basta la consapevolezza che in fondo si è tutti uguali, che le differenze di classe non presuppongono una superiorità di alcuni rispetto ad altri.

Dietro l’ossequioso comportamento dei commessi, le poche volte che superi l’ingresso di esercizi commerciali per Very Important Snob, puoi leggere il disprezzo per il povero diavolo che osa frequentare locali a lui socialmente sconsigliati.

E questo biasimo malcelato che mi fa sentire come un pesce fuor d’acqua anche in una libreria, dove in teoria dovrei sguazzare felice, assiduo lettore e aspirante scrittore (più aspirante che scrittore) quale sono.

Ma torniamo alla libreria …

* * *

Un locale di dimensioni ridotte, una ventina di metri quadri scarsi, dalle alte pareti, piene zeppe di tomi pesantissimi.

In un angolo un tavolino rococò (rococò è buttato lì a caso, potrebbe essere barocco o rinascimentale o liberty o del tardo medioevo scandinavo, un antenato dell’Ikea, io non lo riconoscerei comunque), sul quale poggia un libro che ha in copertina Federico Zeri, la chioma grigia e due sopracciglia nere, inarcate, che rendono ancora più truce lo sguardo che mi fissa, rancoroso, manco fossi un Vittorio Sgarbi qualsiasi (Vittorio Sgarbi è buttato lì a caso, anzi no, fu lui a dichiarare di volere la morte di Zeri che, in effetti, schiattò).

Avanzo di due passi (Zeri non mi molla un secondo) e sussurro un “Scusi ?” al libraio che, dandomi le spalle, sta trafficando per rimettere al proprio posto un volume voluminoso (in una libreria che si rispetti i volumi rispettano il criterio di voluminosità).

Libraio   Si ?

PNV       Salve, cercavo un libro sugli …

Quella che sto per pronunciare, dopo i puntini sospensivi, non è una semplice parola, ma la mia condanna a morte o perlomeno al singolare disprezzo del libraio (gli è bastata un’occhiata, una sbirciatina con l’occhio sinistro, per catalogare il pocket customer, cappellino dei Chicago White Sox sulla testa, zainetto mimetico sulle spalle, che ha osato penetrare il suo Sancta Sanctorum).

Cosa potrebbe mai chiedere un nano proletario che sentendo “Giotto” visualizza una confezione di matite colorate ?

PNV       … Impressionisti.

POMF !!!

Zeri sviene e con lui il libro che lo ritrae.

Dal tavolino rococò (barocco, rinascimentale. Liberty, Ikea ante litteram) al pavimento del negozio, tramortiti dalla banale richiesta di un nano ignorante.

Volendolo, avrei potuto fingere una cultura che non ho, spruzzarmi un poco di puzzetta sotto il naso (Eau de Radical Chic) e chiedere :

PNV     Non avete pev caso l’opeva del Van Adviano de Zan sulla “Raffiguvazione del Velocipede nella Pittuva Fiamminga del XV secolo” ?

ma ahime, i velocipedi nel XV secolo non esistevano ancora.

Il proprietario finge sordità, negandomi una risposta.

Torno, tremante, all’attacco.

PNV       Im … impre … pre … pressio … ni … ni … sti.

POMF !!!

Cade a terra un secondo volume alzando una piccola nuvola di polvere.

La sordità, purtroppo, è miracolosamente svanita.

Libraio   Forse non sa quale è la prassi !?

PNV       (deglutendo a fatica) Pra … pra … pras … si ?

Libraio   Prassi. Non è che si viene qui a chiedere un libro sugli impressionisti …

(in effetti avrei dovuto provare alla Farmacia che si affaccia su Piazza Duomo).

Libraio   … prima va al Castello, sceglie dal Catalogo il libro che le interessa e poi torna da me che glielo procuro.

L’indicazione mi sembra surreale e alquanto vaga.

L’unico Castello che conosco si trova a un chilometro di distanza dal Duomo, ma non mi sembra che al suo interno vi siano succursali di librerie.

O forse mi sbaglio e in una città cosmopolita degna di tale cosmopolitismo il Castello che imponente si erge al suo centro è sede di un prestigioso Catalogo di libri d’arte venduti dalla prestigiosa libreria di libri d’arte.

No, non può essere.

Non esiste alcun Catalogo (con la C maiuscola per di più) così come non esiste un Castello, anzi, no, il Castello esiste, dista un chilometro dal Duomo, una costruzione massiccia con grosse mura, torri, torrioni, pivellini, un fossato, una fontana prospicente uno degli ingressi, il Castello esiste, ma non contiene fantomatici Cataloghi, al limite dipinti, sculture, mobili, armi, gioielli, arazzi, strumenti musicali, persino roba egizia, ma di cataloghi (anzi, del Catalogo) neppure l’ombra.

La risposta del Proprietario non va presa alla lettera, ne va decifrato il vero significato, quello sottointeso : qui non si servono nani impressionanti dai gusti impressionisti, tanto bassi quanto stolti, con ridicoli cappellini da baseball e zainetti da studente fuori corso.

Questo è un negozio per ben altra clientela.

Forse esagero ?

Non credo.

A riprova della mia ipotesi, poco prima di uscire dal locale, formulo gentilmente un’ultima domanda :

PNV       Mi scusi.

Libraio   (di nuovo affetto da sordità, non risponde)

PNV       Avrebbe per caso una scopa da vendermi ?

Libraio   (si volta verso di me, incuriosito)

PNV       Non per altro, ma potrei infilarmela nel …. e ramazzarle il pavimento.

Libraio

PNV

Libraio    Forse non sa quale è la prassi !?

PNV        Prassi ?

Libraio    Prassi. Non è che si viene qui a chiedere una scopa qualsiasi …

PNV       ???

Libraio   … prima va al Castello, sceglie dal Catalogo la scopa che le interessa e poi torna da me per ramazzare il locale.


moreno9000 @ 22:48 | commenti (17)(popup) | commenti (17)
sabato, 14 aprile 2007 | in : - il meglio - forse -, il cliente ha sempre

In una prima versione i Soldi dell’Opera pare fossero Cinque.

 

A stesura ultimata lo scrittore Bertolt Brecht ebbe la sventura di entrare in una filiale della Banca del Divino Ardore del Lussemburgo.

Visita all’apparenza innocua: ottenere informazioni sull’apertura di un conto corrente.

 

Ne uscì vivo, il conto non lo aprì, ma i soldi nel frattempo si erano ridotti a Tre.

 

Il successo dell’Opera non bastò a cancellare in Bertolt Brecht la sensazione di aver fatto la figura dell’allocco.

Lui, l’insigne scrittore, turlupinato da un commesso di banca qualunque.

A riprova della macchia indelebile Brecht lasciò ai posteri il famoso aforisma:

 

“Cos'è rapinare una banca a paragone del fondare una banca ?”

 

* * *

 

L’impiegato alla cassa si chiama Roberto o, perlomeno, io lo chiamo Roberto e lui risponde accennando un sorriso. A dire il vero il cliente che mi ha preceduto gli ha dato del Riccardo ottenendo lo stesso trattamento. Per non parlare della vecchietta con cataratta che l’ha scambiato per Mirella (cassiere ossequioso, un tocco di rossetto porpora sulle sue labbra).

 

“Roberto” ha da poco controllato la validità dell’assegno che devo intascare.

 

Roberto          Se vuole posso darle anche banconote da 500.

PNV                Ma il mio assegno è di 420 euro.

Roberto          Scusi, è vero. Allora devo ripiegare su queste.

 

Estrae un sacchetto pieno di monete.

 

Roberto          419 pezzi da un euro ciascuno.

PNV                Ma il mio assegno è di 420 euro.

Roberto         Un euro lo tratteniamo per il costo del sacchetto. A meno che non le dia il sacchetto e si infila le 420 monete nelle tasche dei pantaloni.

PNV                Vada per la trattenuta.

 

Prendo il sacchetto, faccio un nodo per chiuderlo e provo ad alzarmi dalla sedia.

 

Roberto          Vuole la lista movimenti e il saldo ?

PNV                No, grazie. Ho l’Internet Banking.

 

Il cassiere verifica al terminale.

 

Roberto         Un po’ vecchiotto il suo Internet Banking. Sottoscritto nel 2003. Se vuole le attivo quello nuovo di pacca. Pensi che può persino effettuare compravendita online di azioni e

 

PNV                Non investo in borsa.

 

Roberto         E accedere alla sezione Gossip dove troverà filmati sfiziosi sugli impiegati di questa filiale. Per esempio non le dico cosa fa quella lì  … (indica una collega morettina allo sportello numero sette) ... con il Direttore della banca: certi “briefing” dopo le dieci di sera.

 

PNV                Interessante. Ma mi costa qualcosa attivare il nuovo servizio ?

Roberto          Nulla. E’ gratis. Procedo ?

PNV                Proceda.

 

Digita sulla tastiera.

 

Roberto          Inizio col disattivarle quello vecchio. Ecco fatto. Vuole il saldo ?

PNV                No, grazie. Ho l’Internet Banking.

Roberto          In questo preciso istante no.

PNV               Ok, mi dia il saldo.

 

Stampa il foglietto coi movimenti e il totale del Conto Corrente.

 

PNV                Scusi, ma questi tre euro a debito con data odierna ?

 

Roberto         E’ il costo della stampa saldo allo sportello. Non si arrabbi. Grazie al nuovo Internet Banking che adesso le configuro non avrà più bisogno di chiedermi la situazione conto. Come vede le sto offrendo una grande opportunità.

 

Digita altri tasti quando squilla il telefono.

 

Roberto        Si, pronto ? No, nooo, nooooo, Gertrude, è morta ? Mia moglie defunta ? Nooooo !!!

 

Piange a dirotto.

 

PNV              (imbarazzato) Condoglianze, mi dispiace, cioè non la conosco, ma mi vengono i lucciconi.

 

Roberto        (singhiozzando) Non è per Gertrude. Morta una moglie se ne fa un’altra, ma quante volte le ho detto, santiddio, di sottoscrivere una polizza vita. E lei, testarda com’era, mai.

 

PNV                (sbigottito)

Roberto          (sorridendo) Per caso le interessa una polizza vita ?

PNV                E’ una proposta di matrimonio ?

Mirella           Anche.

PNV                No, grazie. Sono per il celibato eterosessuale.

Roberto          (Si toglie il rossetto dalle labbra)

 

Questa volta l’ho fregato.

E’ l’attimo ideale per tentare una seconda fuga dalla sedia.

Il cassiere mi anticipa.

 

Roberto          Oggi mi sento buono. Vuole recuperare i tre euro della stampa saldo ? Basta scommettere su queste.

 

Mi mostra tre carte che ha appena recuperato da un cassetto.

 

Roberto          Guardi qua. Fiat, Cirio, Parmalat. - Fiat vince -  Cirio perde - Parmalat perde.

 

Mette le carte sulla scrivania, coperte, e le mischia velocemente.

 

Roberto          Fiat vince - Cirio perde - Parmalat perde - Cirio perde - Parmalat perde - Fiat vince - Fiat vince - Cirio perde - Fiat vince - Parmalat perde …

 

Si avvicina un suo collega con aria maliziosa e mi sussurra nell’orecchio.

 

Collega           Guagliò, accattate chilla ‘a sinistra (con la mano indica la carta destra)

 

Non ci casco, conosco il trucco.

 

PNV                Quella al centro.

Roberto          Mi dispiace, ha perso.

 

Sulla carta che mi sbatte in faccia c’è scritto Telecom.

 

PNV              Ma Telecom non c’era prima ! Mi ha fatto vedere Fiat che vince, Cirio e Parmalat che perdono !

Roberto         Perché, secondo lei Telecom non è come Parmalat ?

PNV               In effetti.

 

Gli mollo altri tre euro per la scommessa persa.

 

Roberto          Per ora siamo a quota 7: 1 il sacchetto, 3 l’Internet Banking, 3 con le carte. Sia buono, me ne dia altri 3 che faccio cifra tonda.

PNV                Manco morto.

Roberto          Dai, su, faccia il bravo nanetto.

PNV                Fottiti.

 

Apre la camicia mostrando una catenazza d’oro al collo.

Da sotto la scrivania sbuca un violino tzigano.

Accento slavo, parte con una nenia fastidiosa.

 

Roberto         Salve signore. Scusa disturbo. Io padre 8 figli. Loro no mangiare da 2 settimane. Loro dire me “Papà, noi no essere come Pannella”. Io suona canzone mia terra, per te Signore. Tu dare 3 euro per figli, se no figli muore o, se no muore, diventa Radicali.

 

Sta per attaccare col violino, le orecchie mi chiedono disperate di bloccarlo prima che strapazzi qualche motivo famoso.

 

Completo il furto regalandogli altre tre monete.

 

Un attimo dopo alle mie spalle sopraggiunge il soccorso del settimo cavalleggeri.

 

Direttore          Roberto-Riccardo-Mirella cosa fa ?

Roberto            Mi scusi Direttore, ma seguivo le direttive aziendali.

Direttore         Non dica fesserie. La direttiva aziendale mi impone di sospenderla seduta stante dal suo incarico. Se ne vada per favore. La richiamerò quando avrà scontato la squalifica.

 

Il commesso tzigano si allontana, testa bassa.

 

PNV               Grazie, non so proprio come ringraziarla. Se non interveniva lei mi avrebbe spennato vivo.

Direttore         Di nulla, gentile cliente. E’ il dovere di ogni Direttore.

PNV                Ancora grazie e buona giornata.

 

Scendo dalla sedia per imboccare l’uscita.

 

Direttore        Eh eh (finge di tossire)

PNV                Sì ?

Direttore        Ci sarebbe questo.

 

Occhiata rapida al foglio che il Direttore mi sta mostrando. E’ un tariffario.

 

PNV                Qui dice: “Intervento Direttore per allontanamento cassieri molesti - Euro 13”.

Direttore         Esatto (allunga la mano destra)

 

Estraggo 13 monete dal sacchetto e le deposito nel palmo voglioso del Direttore.

 

PNV                 Tenga.

Direttore         Grazie e buona giornata.

 

Questa volta posso finalmente uscire.

 

No, non sono come Bertolt Brecht.

Nessuna lesa maestà.

Un nano blogger non è uno scrittore di fama mondiale.

La sconfitta si accetta, col sorriso sulle labbra.

Sempre.

 

E poi una consolazione questa sera l’avrò.

 

Collegamento al nuovo servizio di Internet Banking e …

… visione del Direttore maramaldo con la morettina tuttofare dello sportello numero sette.

 

Ore 22: il “briefing” mi attende.

moreno9000 @ 18:19 | commenti (26)(popup) | commenti (26)
sabato, 03 febbraio 2007 | in : il cliente ha sempre

“Buonasera, sono Daria, la chiamo per invitarLa all’inaugurazione del Nuovo Centro Estetico Philippe Bellom di Piazzale Procaccino.”

 

“???”

 

“Pronto, ha sentito ?”

 

“Si, ho sentito, è che  ”

 

“La sto disturbando ? Mi scusi so che all’ora di cena   ”

 

“Nessun disturbo si figuri.” mi alzo dalla tazza del water e con la sinistra cerco di tirare su le mutande.

 

“A tutti i partecipanti verrà offerta un’analisi gratuita del cuoio capelluto e un set di prodotti di bellezza per rendere più forti e luminosi i propri capelli.”

 

“Interessante, ma  ”  la capoccia pelata riflette la luce bianca del bagno.

 

“Lei non cura la propria immagine ?”

 

“Ci ho rinunciato. Non credo nei miracoli.”

 

“Su non esageri, e che sarà mai, un mostro ?”

 

“Pensi che nel ’93 avevo chiesto al Parroco se mi inseriva nel Lourdes Miracle Tour, ma lui mi ha risposto di no, che il mio non rientrava nei casi disperati che richiedevano l’intercessione mariana e allora, era la mia ultima speranza, ci sono andato lo stesso, ma da solo, da privatista.”

 

“Come per la patente ?”

”Uguale. Solo che i gruppi organizzati entrano di filata al santuario. 

Di filata per si fa per dire, perché fra lettini, carrozzelle, protesi deambulanti,

un certo ingorgo si crea.”

 

“E i privatisti invece ?”

 

“Per loro l’esame di ammissione. Cinque domande per testare il livello-religiosità.”

 

“Domande difficili ?”

 

“Le prime quattro no:

1)      Chi tradì Gesu ?

2)      Quanti erano gli apostoli ?

3)      Padre, Figlio e Spirito .. ?

4)      I figli di Adamo ed Eva.

La quinta però è bastarda.”

 

“A lei cosa hanno chiesto ?”

 

“A Cana, Gesù trasformò l’acqua in vino. Marca e annata del vino miracoloso.”

 

“Cos’ha risposto ?”

 

“Halom Kippur del 6 d.C.”

 

“Ci aveva preso ?”

 

“La marca era giusta, la data pure ma andava espressa secondo il calendario ebraico: 3766.”

 

“L’hanno fatta entrare ?”

 

“No, sui calendari e sui preservativi la Chiesa non transige. Ho rinunciato e alla fine forse è stato meglio così. Pensi che il Brunelli la Parrocchia lo aveva preso, in effetti lui era messo peggio di me, sa, un occhio solo.”

 

“E l’altro di vetro ?”

 

“No, no, uno solo in mezzo alla fronte. Colpa della madre. Tutti a dirle: in gravidanza non si legge l’Odissea. Niente da fare: ha letto il libro e ha pure guardato in tv lo sceneggiato. Il Brunelli si presenta davanti alla Madonna e le chiede, implorante : ‘Madre, non voglio più vedermi con quest’occhio terribile in mezzo alla fronte. Madre aiutami !!’ ”

 

“Non lo ha ascoltato, vero ?”

 

“In parte sì, è uscito sempre con un occhio solo, ma cieco.”

 

“Oooohh.”

 

“Come vede, intendo lei, non il Brunelli, se pure a Lourdes toppano, non credo che il vostro centro estetico possa fare di meglio.”

 

“E’ vero. Mi scusi se l’ho disturbata.”

 

“Di che, Daria ? Grazie per la compagnia. Potrebbe togliermi una curiosità ?”

 

“Dica.”

 

“Per lavorare nel centro estetico si deve per forza di cose essere belli ?

 

“No, però aiuta.”

 

“E lei com’è ? Rispetta gli standard ?”

 

“Quando mi taglio i baffi si.”

 

moreno9000 @ 12:11 | commenti (23)(popup) | commenti (23)