4 Novembre 2008 : una data storica per gli States.
Per la prima volta gli americani hanno eletto un Presidente che veste Ermenegildo Zegna.
In realtà la questione razziale ha giocato un ruolo fondamentale : a favore di Obama.
I neri lo hanno votato in quanto nero.
I bianchi lo hanno scelto temendo l’accusa di razzismo, superando preconcetti sul colore della pelle e invidie statistiche sulla dimensione del pene.
Caso a parte per gli ispanici, il cui voto è stato influenzato da una componente emotiva legata alle vicende private dei candidati : Obama ha perso la nonna, McCain no.
Al senatore repubblicano è rimasto il solo consenso della destra religiosa (sostenitrice di una bizzarra teoria in base alla quale fu Dio a creare l’universo, ponendovi al centro un Uomo e una Donna, bianchi, serviti da un maggiordomo nero che raccoglieva per loro del cotone, intonando cori gospel).
Confermata la sconfitta, McCain ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco e per l’ennesima volta tenere a bada le intemperanze di Sarah Palin che aveva commentato la vittoria dell’avversario con un :
“My congratulations to Mister Oba Oba, that fucking little nigger !”
costringendo il povero McCain a correggerla :
“Senator Obama, fucking little nigger ? It doesn’t look like little.”
A dispetto della coppia repubblicana, il successo di Obama è stato salutato positivamente dalle cancellerie mondiali con l’unica eccezione del premier italiano secondo il quale :
“Nel voto vi sono state moltissime irregolarità. Il partito democratico è aduso, sin dai tempi di Togliatti, a perpetrare brogli elettorali.”
Dichiarazione smentita in seguito dal leader PDL, una volta ottenuta rassicurazione, dal Ministro degli Esteri Frattini, che : “la sconfitta del 72enne bianco, calvo, bolso, ingessato e bollito” non era riferibile al Cavaliere medesimo.
Chiarito l’equivoco, Silvio Berlusconi ha salutato il neo presidente definendolo : “bello, giovane, abbronzato”.
Una battuta che ha rischiato di creare un caso diplomatico, subito rientrato grazie a una telefonata intercorsa fra Obama e il Presidente del Consiglio.
Nel corso del colloquio il Cavaliere ha elargito al giovane collega saggi consigli sulla politica estera, sulla gestione della crisi finanziaria e sull’utilizzo delle creme solari.
Walter Veltroni, al contrario, vede nella vittoria di Obama la possibilità di un cambiamento anche nel nostro paese : “Basta al razzismo, alle discriminazioni basate sulla carnagione. Il PD, seguendo l’esempio americano, candiderà alle prossime politiche Carlo Conti.”.
Da segnalare infine la singolare affermazione di Maurizio Gasparri :
“Con Obama, Al Qaeda è felice.”
seguita dalla dura replica di Osama Bin Laden in persona :
“Con Gasparri, l’Italia no”.
Tornando agli States, una volta conclusa la lunga campagna elettorale, ci si chiede quali effetti avrà lo sbarco di Obama a Washington.
I primi segnali appaiono contrastanti.
Se una parte della popolazione è terrorizzata (l’idraulico Joe si è suicidiato facendo harakiri con una braga), amareggiata (Michael Jackson : una vita a rincorrere un colore … sbagliato) o irritata (“Mister Oba Oba, that little fucking nigger !”, ha sbottato Hillary Clinton), un’altra parte spera in un futuro di nuovo radioso (“Ehi, ehi, a fucking nigger at the White House ?” è stato il commento di un’eccitata e inchiattonita Monica Lewinky).
Di sicuro la presidenza democratica dovrà affrontare la più grande crisi economica dal 1929 ad oggi anche se i primi timidi segnali di ripresa, dovuti all’esito elettorale, si stanno evidenziando.
Negli stati del sud, nell’america profonda, si è registrato un recupero nel settore dell’abbigliamento, con un +128% nella produzione di tuniche e cappucci bianchi.
In attesa dell’insediamento ufficiale, previsto per gennaio 2009, Barack Obama intraprenderà un tour di ringraziamento in tutti e 50 gli stati della Federazione.
Prima tappa il Texas.
Il nuovo Presidente visiterà Dallas, il 22 novembre prossimo, attraversando le vie della città su una Lincoln Continental decappottabile, gentilmente prestatagli da George W.Bush.





