giovedì, 28 giugno 2007 | in : il critico tivvu

“Sei solo brufoli e polluzioni.” direbbe Robert de Niro.

 

“E invece no.” gli risponderei io.

 

Nei primi due mesi da ‘pubere’ non sperimento solo i mutamenti fisici dell’età dello sviluppo, ma anche quelli  caratteriali. In particolare, da buon adolescente 36enne, vivo un periodo di incomunicabilità con mammà.

Dialogo ridotto ai minimi termini fra noi due. Al di la dell’adolescenza parlare con lei si è fatto tecnicamente complicato. E non per colpa mia.

 

Le sette di sera, rientro a casa.

Apro la porta e la vedo seduta sul divano, un sorriso immobile le paralizza la bocca, le cuffie a ricoprirle le orecchie.

Un’occhiata alla tivù.

Rai1 : l’Eredità.

Mi schiarisco l’ugola e saluto alzando il volume della voce:

 

PNV                CIAO.

Mamma          Ciao PNV, ahahahhahahaha.!

 

La risata non dipende dal mio ingresso.

Le cuffie mi impediscono l’ascolto delle battute esilaranti di Carlo Conti, il presentatore del quiz.

Volendo potrei avvicinarmi al divano, mettermi di fronte a mia madre, con il corpo impedirle la visione del televisore, e soffocarle la risata con la seguente frase:

 

PNV                Oggi mi hanno licenziato.

 

Volendo potrei farlo, ma non voglio.

Lei mi impedirebbe di parlare chiedendomi di scostarmi perché il suo Carletto non può essere impallato.

Ebbene sì, Carlo Conti mi ha tolto il primo posto che detenevo da ben 36 anni nella ‘My Mother’s Love Parade’.

La cosa mi infastidisce non poco, tenuto conto che il “bravo presentatore” mi sta, per usare un francesismo, sui coglioni.

 

E per più di un motivo.

 

Io pelato, lui ricciolo.

Io mozzarella, lui abbronzato (l'unico che possa esibire una carnagione Marron Glaces il 27 di dicembre).

Io anonimo (ormai ex) impiegato di banca, lui brillante metrosexual vip tv.

 

Io vergine, lui stantuffatore professionista (a pensare male si fa peccato, ma quando lo osservo aggirarsi fra le aspiranti soubrettine televisive mi ricorda uno squalo affamato in cerca della prima bagnante indifesa da pappare. Lo vidi la prima volta a Miss Italia ed ebbi la sensazione che si fosse spupazzato almeno metà delle concorrenti: da Miss AppleStrudel del Trentino Alto Adige giù giù fino a Miss Arancino Ripieno Trinacria).

 

Si agita nello studio, fa il simpatico, ammicca a destra e manca, sembra il classico compagnone, il tuo migliore amico, quello sempre pronto a darti una mano (il pisello lo presta volentieri alla tua ragazza).

 

Mamma            Sul fornello trovi il riso. Ci ho già messo dentro le zucchine, devi solo aggiungere il formaggio e mescolare.

 

Eseguo gli ordini e mi siedo sconsolato a mangiarmi il solito risotto alle zucchine lesse preparato dalla progenitrice ridente. Mentre mescolo penso: “Ma farà così ridere Carlo Conti ?”.

 

Una forchetta dietro l’altra, ogni tanto alzo lo sguardo per sbirciare la tv.

La mamma alterna sorrisi a sonore risate.

I miei dubbi sulla comicità del Conti crescono quando lei mi riporta, eccitata, la battuta che le cuffie le hanno da poco trasmesso.

 

Mamma            Ahahahahaha. Carletto ha chiesto alla ragazza, di un concorrente bagnino, se ha fatto finta di annegare per farsi notare dal suo fidanzato, ahahahahah.

 

Una lacrima salata, cadendo dall’occhio destro, da un po’ di gusto all’insipido primo piatto che faticosamente sto finendo.

 

Il licenziamento mi ammoscia l’animo: sessualmente sono pubere, ma per il mercato del lavoro a 36 anni sei prossimo al prepensionamento. Trovare una nuova occupazione sarà difficile.

 

Mamma            Ahahahahaha. Carletto fa finta di russare mentre le Professoresse stanno ballando, ahahahahahah.

 

Le Professoresse sono quattro vallette gnocche che negli stacchetti sballonzolano delle burrose poppe ripiene. 

Il loro giro petto è inversamente proporzionale all’abilità che mostrano come ballerine.

In fatto di danza le sopravanzo di gran lunga.

Potrei propormi come Professorino, un Don Lurio dei tempi moderni,  se non fossi quattro misure di reggiseno al di sotto della soglia minima necessaria per farmi notare dal presentatore toscano.

 

Mamma         Vieni a vedere, PNV. A questa domanda tu sai rispondere.

 

Mi alzo dal tavolo, un pezzo di zucchina incastrato fra i molari, mi accosto alla tivu e leggo:

 

“L’uomo più ricco del mondo nel 2006 era, nel 1973, una matricola dell’Università di Harvard. Il suo nome è: Bill Clinton, Bill Cosby, Bill Gates, Buffalo Bill”.

 

PNV                L’ultima: Buffalo Bill.

 

Piccola forma di protesta verso il format malefico: sbagliare le domande banali.

Attendo che la risposta di Carlo Conti attraversi le cuffie e penetri nei padiglioni auricolari materni.

 

Mamma          Ma no !! Hai sbagliato. Si trattava di Bill Gheitz.

PNV                (indifferente)

Mamma          Hai finito il risotto ? Per secondo ti ho fatto cuocere gli spinaci, se vuoi puoi mangiarli con una scatoletta di Simmenthal.

 

Torno a tavola, prendo la padella e vuoto gli spinaci nel piatto. Ho poca fame, come secondo sono  sufficienti. Una manciata di parmigiano grattugiato per renderli più appetitosi.

Tempo due forchettate quando:

 

Mamma          Questa non la sapevo. Carletto ha detto che le verdure che crescono sotto terra vanno messe in pentola con l’acqua fredda, quelle che crescono sulle piante invece vanno messe quando l’acqua bolle. Io ho sempre fatto il contrario.

 

A me gli spinaci piacciono. Sono sempre piaciuti.

Scaldati in una pentola, un poco d’olio di oliva come condimento e una spruzzata di parmigiano reggiano a completare il semplice piatto.

Però la rivelazione di poco fa, sapere che sono frutto di un errore di cottura che mia madre ha reiterato per anni, per decenni, me li ha resi di colpo indigesti.

Provo ribrezzo solo a guardarli.

Lo schifo è tale che pure Braccio di Ferro mi sta improvvisamente sul culo.

 

Prendo gli spinaci residui, li appallottolo dentro un panno carta, apro il cestino della spazzatura, mi allontano di circa tre metri e lancio la palla di carta, con ripieno all’ortaggio, dentro il cestino.

Centro !!

Due punti per PNV (se non fossi un metro e diciotto avrei un futuro sicuro come play nella Virtus Bologna).

 

Abbandonati gli spinaci ripiego su un uovo sodo.

 

Mamma         Ahahahahhaha. Lo sai cosa consiglia Carletto a una donna che sta partorendo ? Deve cantare, perché cantando il cervello produce una sostanza che ti fa stare bene e non ti fa sentire il dolore. A squarciagola urla: “Oh figlio mio” al posto di “Oh sole mio”.

 

O disintegro il televisore o mi accanisco sull’uovo.

Scelgo la seconda opzione: a colpi di forchetta sbriciolo l’albume e penetro nel tuorlo.

 

Sono le otto meno dieci.

Affamato, nella pancia un piatto scarso di risotto, due forchettate di spinaci, tracce di uovo sminuzzato, mollo la cena e mi siedo sul divano.

L’unica cosa che sopporto dell’Eredità è il gioco finale: la Ghigliottina.

Al concorrente sopravvissuto vengono mostrate cinque parole.

Lui deve trovarne una sesta che si abbini con le cinque proposte.

Di solito ci azzecco.

 

Fra un ammiccamento e l’altro, una sbirciatina nel décolleté della finalista (una ragazzotta mora che lavora come parrucchiera in un centro estetico di Pescara), Carlo Conti elenca, nell’ordine:

 

BLOGGER

ZUCCHINE LESSE

ILLIBATO

VIRTUS BOLOGNA

LICENZIATO

 

So la risposta, ovviamente.

Mollo la mamma e il divano.

Fra meno di un minuto il simpatico Carletto svelerà le quindici lettere che compongono la parola misteriosa.

Mi dirigo verso il bagno.

Poco prima di entrare sento la voce preoccupata di mammà che mi urla:

 

Mamma          PNV scusami, non ti ho chiesto come è andata oggi in ufficio !!!!

 

moreno9000 @ 22:16 | commenti (34)(popup) | commenti (34)
giovedì, 21 giugno 2007 | in : no tag required

Due mesi fa, martedì notte, interno bagno.

Nel mezzo di una lunga e soddisfacente pisciata l’occhio cade sulla palla destra.

Il testicolo, da sempre imberbe, ospita un inatteso pelo della lunghezza di tre centimetri, un pelo grigio, esile, triste e solitario (che sia triste è una mia supposizione: d’altronde agitarsi in cima a un coglione senza qualcuno che ti stia accanto non rende di sicuro allegri).

La sbronza post festa per il mio 36esimo compleanno mi fa dubitare della reale esistenza del nuovo arrivato.

 

La mattina seguente, di nuovo sobrio, il pelo è ancora lì.

Sempre solo, unico in tutta la zona del pube, e sempre sconsolato.

La sua depressione non coincide con la mia euforia.

Gioia motivata : finalmente, con circa venticinque anni di ritardo, il sottoscritto può assaporare le stupefacenti turbolenze della pubertà !

 

* * *

 

Negli ultimi due mesi altri peli sono comparsi aggiungendosi al loro collega Neil Armstrong (il primo della serie merita un nome di battesimo).

 

* * *

 

Sono in bagno ed esamino la chioma pelosa con espressione accigliata.

Domanda esistenziale: i peli del pube vanno pettinati ?

In che modo ? Riga al centro, a destra, a sinistra ?

Il pettine ? Dove trovo un pettine adatto all’uso ?

Chiedo alla mamma.

 

PNV                Mamma, sai se in giro abbiamo un pettine di scorta ?

Mamma         (dubbiosa) Puoi prendere il mio, se ti serve.

PNV                Il tuo no, lo adoperi per i capelli, preferirei utilizzarne un altro.

Mamma         (molto dubbiosa) Figliolo caro, c’è qualcosa che non va ? E poi, proprio tu mi chiedi un pettine ? Ma se sei pelato !?

 

* * *

 

Prima dell’arrivo di Neil io le donne le vedevo solo come amiche, poco importa se fossero amiche in senso letterale piuttosto che cugine, zie, colleghe, mamme (una sola, quella del pettine negato), vicine di casa, parrucchiere, suore, catechiste, professoresse, vigilesse, contorsioniste ...

 

Ora no.

L’amicizia ha segnato il passo, sostituita da qualcosa di indefinibile che in automatico mi stimola il piccolo pene e mi fa dirigere lo sguardo voglioso verso la prima coppia di mammelle che entra nel mio raggio d’azione.

L’attrazione tettonica è il secondo indizio di pubertà.

Un indizio con un lato negativo: la sola osservazione delle poppe temo non mi possa bastare.

La scossa elettrica parte dal pisello, ma termina la sua corsa inebriante sul palmo delle mani.

 

Seconda domanda esistenziale: le tette si possono toccare ?

Ci vuole un permesso, un nulla osta del sindaco, un lascia tastare del prefetto ?

Chiedo a Enrico, il cugino che studia giurisprudenza.

 

PNV                Scusa Enrico, ma le tette, che tu sappia, sono palpabili ?

Enrico             In che senso ?

PNV                Hai presente Titti, la commessa della panetteria giù all’angolo ?

Enrico             La tettona !

PNV               Proprio lei. Secondo te posso andare lì e affondare le mie piccole mani nelle sue superpoppe infarinate ?

Enrico             Tu toccare le tette a Titti la tettona ?

PNV                E’ una domanda o uno scioglilingua ?

Enrico             Una domanda.

PNV                La risposta è sì. PNV palpa poppe panettiera pettoruta.

Enrico             Ma se sei pelato !?

PNV                E cosa c’entra ?

Enrico             Nulla, ma faceva pendant con la risposta di mammà.

 

* * *

 

Da due mattine, al risveglio, mi ritrovo nelle mutande una strana sostanza biancastra, una roba tipo la pappa reale, ma dall’origine sconosciuta.

Non ci sono alveari nelle vicinanze.

Nessuna domanda alla mamma o al cugino Enrico (sentirsi dare del pelato non è cosa gradevole).

Rapida ricerca su Google per scoprire che il fenomeno inspiegabile è invece spiegabilissimo. Trattasi di polluzione notturna.

Mentre dormo il mio cervello pensa, sogna, si eccita, ordinando al pisello di produrre la pappa reale.

Sarà vero ?

Me lo chiedo perché ieri notte ho si sognato, ma la protagonista del sogno era la signora Tigrotti, quella che abita sopra di me e che cammina tutto il giorno, anche la sera tardi, coi tacchi.

Possibile che la cosa mi ecciti a tal punto ?

 

* * *

 

Incrocio la Tigrotti sulle scale.

Passo deciso il suo, a dispetto degli 84 anni.

Un attimo di imbarazzo poi mi decido ed esordisco con:

 

PNV                Signora Tigrotti, lo sa che l’ho sognata ?

Tigrotti           (incuriosita) Davvero ?

PNV                Si, veramente. E al mattino, grazie al sogno, ho pure pollulato.

Tigrotti           Non la capisco signor PNV ?

PNV                La pappa reale nelle mutande. Bianca e viscosa.

 

Tigrotti            (scandalizzata) Ma come si permette ? Screanzato di uno screanzato. Vada via, brutto nano maiale. Ah, ma non finisce qui. Domani vado dai Vigili e la denuncio. Porco di un porco di un nano pelato.

 

Secondo me la Tigrotti dai vigili non ci va.

Mi urlava contro, ma si vedeva che neppure lei credeva nella propria indignazione.

Anzi.

Sbraitava e le tette, le due grosse flaccide tette che stazionano ad altezza del suo ombelico, si sono come irrigidite risalendo nella loro posizione originale.

Pochi secondi poi, mentre la vecchietta pronunciava la parola “vigili” con la V maiuscola, si sono di nuovo sgonfiate.

Alla Tigrotti mi sa che la polluzione di un giovane uomo, per quanto nano e pelato, non dispiace affatto tenuto conto che il signor Tigrotti, ad occhio e croce, non pollula più dal 1979.

 

* * *

 

Da infante il viso non era infestato da questi brufoli purulenti.

Ho provato varie creme senza esiti significativi.

L’alimentazione non c’entra nulla: il salame eliminato, il CiaoCrem al posto della Nutella (il primo come metadone della seconda), ma per un brufolo che se ne va altri tre ne spuntano, più agguerriti del primo. L’ultima speranza, prima di andare in giro col viso coperto da un passamontagna, è lo specialista.

 

Brufologo          I peli sul pisello, le tette che la eccitano, la polluzione notturna, ora i brufoli. E’ normale. Per quanto ritardata la sua è un’adolescenza come molte altre.

 

PNV                Mi vanno bene i peli, a Neil ci sono pure affezionato, guardare le tette è piacevole,  pollulare con la Tigrotti un po’ meno, ma la pelle butterata non riesco a digerirla. Dottore, non può darmi una cura risolutiva ?

 

Brufologo         Non ne esistono. Al massimo provi con la buccia della mela. La deve lasciare per una ventina di minuti sul viso e vedrà che i brufoli si sfiammeranno fino a scomparire. Non fa miracoli, ma è sempre meglio delle creme che le vendono in farmacia.

 

PNV                (sconsolato) Ora che sono pubere posso perlomeno sperare in qualche effetto collaterale positivo ? I ragazzi nell’età dello sviluppo crescono in statura. Io devo rimanere fermo al metro e diciotto per tutta la vita ?

 

Brufologo        Perché, a che altezza vorrebbe arrivare ?

PNV                Almeno uno e venti. Per fare cifra tonda.

Brufologo       Provi con la buccia della mela. La deve lasciare per una ventina di minuti sotto la pianta dei piedi …

PNV                (abbandono lo studio lasciando il brufologo alle sue farneticazioni)

 

* * *

 

Nella spesa del sabato mattina il pettine rosso che ho nel carrello non da nell’occhio.

La cassiera me lo ha battuto dopo i filetti di pesce persico surgelati e prima della cera per il parquet senza notare l’incongruenza fra il prodotto acquistato e il nano pelato acquirente.

Esco dal supermercato.

Sono sereno: ora potrò pettinare i peli e mettere ordine nella boscaglia vietnamita che ha occupato buona parte del pube (Neil l’ho perso di vista, surclassato da certi pelazzi vatussi di lunghezza spropositata).

Per procedere devo però rispondere a una delle domande di inizio post.

 

Dove piazzare la riga ?

 

Nella mano ho la moneta da 2 euro usata per il carrello della spesa.

La osservo per un attimo.

Nella scelta fra “sinistra – centro – destra”  un testa / croce non può bastarmi.

Ce ne voglio minimo due, ma come scegliere le due opzioni che sottoporrò per prime al lancio della moneta ?

Basta poco per perdere la serenità provata poco prima.

Non solo non trovo risposta alla domanda iniziale, ma ne devo affrontare una seconda che si preannuncia ancor più tosta della prima.

Le domande seguono il medesimo andamento dei brufoli che si presentano, senza soluzione di continuità, uno dietro l’altro, martoriando il mio povero viso.

Depresso, testa bassa, sguardo fisso sulla punta delle scarpe, non mi rimane che tornarmene a casa rimpiangendo il PNV di due mesi orsono: uno spensierato e gioioso nano bambino di 35 anni.

moreno9000 @ 22:21 | commenti (25)(popup) | commenti (25)
domenica, 17 giugno 2007 | in : puronanopillole

… però avere quindici persone che ti dicono “Dai, spingi”, mentre sei seduto sulla tazza del cesso, non è proprio il massimo.

moreno9000 @ 09:59 | commenti (18)(popup) | commenti (18)
lunedì, 11 giugno 2007 | in : - il meglio - forse -, no tag required

Inizio giugno.

Spiaggia.

Sto camminando a passo lento quando, involontariamente, il mio piede destro colpisce una biglia gialla. Un marmocchio di nove anni alza la testa e gracchia:

 

Marmocchio   Stai attento. Mi sposti Valentino e mi rompi la pista.

IO                   Valentino ?

Marmocchio   Si, Valentino Rossi ! Non lo vedi che è il Dottor Rossi ? Sei uno stupidone.

 

Ai miei tempi le biglie che percorrevano le piste scavate nella sabbia identificavano i ciclisti (Moser, Saronni, Argentin …) e i bambini che le colpivano erano decisamente più educati.

Piego le ginocchia per abbassarmi ad altezza marmocchio. Lo guardo fisso negli occhi mentre raccolgo una biglia rossa.

Lancio la biglia in acqua.

La biglia scompare.

 

Marmocchio   (occhi lucidi) Ma quello era Loris Capirossi.

IO                   Sulla Ducati ?

Marmocchio  (spuntano due lacrime) Si.

IO                   Lo dicevo io: le Ducati sul bagnato si perdono. Ciao, Guido Meda.

 

Mi rialzo e riprendo il cammino, mentre il marmocchio singhiozza (dare del Guido Meda a un bambino è da stronzo, lo ammetto).

 

Se non fosse per la mia stupida paura dell’acqua a quest’ora sarei al largo a nuotare e il piccolo Meda avrebbe terminato in tutta tranquillità la sua gara di Moto GP.

Proseguo lungo la spiaggia evitando di osservare con invidia i bagnanti che sbracciano fra le onde. A deprimermi vi è la consapevolezza che non imparerò mai a nuotare.

Mentre osservo sfiduciato la linea dell’orizzonte ripenso a quand’ero un pavido pischello di quarta elementare.

 

* * *

 

Nove mesi di supplizio: piscina comunale, corso di nuoto scolastico.

I compagni a divertirsi come matti in mezzo all’acqua, il sottoscritto attaccato disperatamente con le mani al bordo vasca.

Prima di convincermi a mollare la presa il signor Pescucci, l’istruttore che ci seguiva, sudò come un lottatore di sumo in coda sull’autostrada Tokyo – Osaka in un mezzogiorno soleggiato di Ferragosto.

Prendermi con le buone, incoraggiarmi a parole, era del tutto inutile.

Fu così che il Pescucci iniziò a percuotermi il dorso delle mani con dei colpi ben assestati di pinna.

 

Colpiva e diceva : “Molla la presa piccola cozza, molla la presa !”.

 

Alla fine mi staccai (il segno della pinna impresso sulle mani) avanzando per qualche metro fin dove potevo toccare coi piedi il fondo della vasca.

La sensazione di aver superato l’ostacolo, di avercela fatta, durò lo spazio di pochi secondi.

L’effimera eccitazione fu interrotta dall’ingresso in piscina di Barbara Mazzola, l’unica che poteva competere col sottoscritto nello stile libero ... di affogare.

Tutti sanno secondo il Principio di Archimede che:

 

Un corpo immerso in un fluido riceve una spinta verticale pari al peso di una massa di fluido di forma e volume uguale a quella della parte immersa del corpo”.

 

Meno nota è la Postilla al Principio che recita:

 

“Se a immergersi è Barbara Mazzola sarà il fluido a ricevere una spinta verticale proporzionale al numero di merendine ingoiate dalla trippona immergente”.

 

Il livello dell’acqua si alzò di mezzo metro.

All’improvviso mi ritrovai la testa completamente immersa nel liquido al cloro, i piedi scivolarono sul fondo dando il via a un capovolgimento del corpo (durante il quale vidi la massa flaccida dell’assassina sballonzolarmi davanti).

Mi ripescarono con un retino.

Uscendo dalla vasca udii le urla di incitamento del Pescucci che insegnava alla Mazzola l’unica cosa che poteva permettersi di fare in acqua:

 

“Ferma ! Stai ferma e pensa : sono una boa, sono una boa. Ecco brava, così, ferma e boa.”

 

* * *

 

I ricordi infantili sono interrotti dall’incontro con una fanciulla di cinque anni che sta pastrugnando della sabbia bagnata.

 

IO                   Bella bimba cosa stai facendo con quella sabbia ?

Fanciulla        Un castello, poi ci metto dentro Ken e la Barbie.

IO                   Ma ce l’hai la licenza edilizia ?

Fanciulla        (un punto di domanda sulla punta del naso)

IO                   Guarda che senza la licenza non si possono costruire castelli di sabbia.

 

La bambina si gira cercando conforto in una sdraio a lei familiare. Blocco la manovra.

 

IO                   Eh no, non chiedere alla mamma. Se la mamma sa che non hai la licenza ti mette in castigo. Niente merendine per un mese, che ti fa pure bene, altrimenti mi diventi una seconda Mazzola.

 

Fanciulla         Io non so chi è la Mazzola.

IO                   Ma io sì. E’ una cicciobomba racchia piena di brufoli.

Fanciulla        (occhi lucidi) Cosa devo fare ?

IO                   Distruggi il castello.

Fanciulla        (spuntano due lacrime) E se non lo faccio ?

IO                   Scatta il castigo, niente merendine … e per un mese … ti pappi le zucchine lesse.

 

Mi rialzo e riprendo il cammino, passo dopo passo il singhiozzo della fanciulla si perde alle mie spalle.

 

Non datemi del cinico.

I pargoli vanno educati quando sono piccini altrimenti, crescendo, si trasformano in adolescenti cerebrolesi che mettono a rischio la tua incolumità.

In che modo ?

Per esempio lanciandoti gavettoni pieni di acqua gelata.

Lo so, uno potrebbe obiettare che venire inzuppati da un gavettone al mare non sia cosa così grave.

E invece no, è gravissima.

Se uno si tuffa in acqua lo fa per una libera scelta individuale, nel gavettone subisce la volontà di un estraneo che intende inzupparlo.

E’ lo stesso motivo in base al quale le spiagge, quando piove, sono vuote.

Che sia la mano di Dio che manda acqua, o il braccio di un deficiente che riempie palloncini, poco importa.

 

* * *

 

L’alternativa al bagno o alle passeggiate in spiaggia potrebbe essere l’abbronzatura.

Purtroppo la sola idea di abbrustolirmi per ore sotto un sole cocente, prima prono, poi supino, spalmandomi di crema su tutto il corpo per evitare la carbonizzazione, mi provoca l’orticaria.

Diverso è il parere di Ettore, l’unico vero amico che abbia.

 

Ettore             E invece dovresti provare, almeno una volta.

IO                   Perché ?

Ettore             Proprio per il discorso sulla libera scelta che facevi prima. A noi umani è data l’opportunità di scegliere  fra le mozzarelle e l’abbronzatura.

IO                   E io rimarrò nei secoli fedele alla mozzarella: chiamami pure Appuntato Vallelata.

Ettore             Altri farebbero carte false per essere al tuo posto.

IO                   (sguardo interrogativo)

Ettore             Mi riferisco ai neri. Quelli, per seguire il tuo esempio su quando sia opportuno bagnarsi, passano una vita intera a prendersi gavettoni. Loro, l’asciutto, mica lo conoscono.

IO                   E Michael Jackson ?

Ettore             In effetti non ci avevo pensato.

IO                   (sorrido)

Ettore             Ci sono ! Michael Jackson, diventando bianco, ha dato ai suoi "fratelli" una libertà di scelta che prima non avevano. Altro che Martin Luther King ! Fino a due minuti fa pensavo fosse un coglione e invece …

IO                   E invece ?

Ettore             (titubante) No, è sempre un coglione.

 

* * *

 

Tolto il nuoto, evitata le passeggiata, aborrita l’abbronzatura, passo intere giornate in spiaggia, sotto un ombrellone, a leggere l’opera omnia di Carlo Marx.

Ho bisogno di stimoli intellettuali, letture impegnative, roba che tenga il cervello in allenamento (è per questo che da Novella2000 sono passato alla Settimana Enigmistica per approdare infine al Babbo del Comunismo).

 

Immagino la reazione di mammà quando, settimana prossima, tornerò alla base.

 

Mammà     (scrutandomi) Figliolo, fammi vedere se la vacanza ti ha fatto bene.

IO      

Mammà     (versione Sherlock Holmes) Mio Dio, ma sei più bianco di quando eri partito.

IO      

Mammà       Cos’hai ? Sei ammalato ? Sei triste ? Sei depresso ? Hai la vaginite ? Perché non parli ? Dai, alla mamma non devi nascondere certe cose !

IO               (con fare solenne) L’ideologia dominante è sempre stata l’ideologia della classe dominante.

Mammà    (preoccupata) Stavolta si fa come dico io. Domani chiamo lo psicologo.

 

* * *

 

Ma si, mandami pure dallo psicologo.

 

Chissà che non riesca, dopo una vita intera passata a evitare pozzanghere, piscine, laghi, mari, oceani, a sconfiggere questa maledetta fobia dell’acqua (so già cosa pensate: e il bagno, quello col sapone, lo fai ? Si, vado sotto la doccia però, prima di entrare, per precauzione mi infilo due braccioli. Non si sa mai, metti che si ingorghi lo scarico e l’acqua riempia il box).

 

Che poi, a pensarci bene, tutta questa fregola di imparare a nuotare non ha molto senso.

Nuotando si rischia di annegare.

 

Il mese scorso guardavo una regata dell’America’s Cup: Luna Rossa contro i cinesi.

Gli italiani sono in vantaggio. Il regista fa una zoomata per mostrare le manovre dell’equipaggio in prossimità della prima boa.

Incredibile !!

Dalla boa sbuca un braccio che si agita e saluta i marinai di Luna Rossa.

Ma certo !!

Quella non è una boa normale, quella è la Mazzola !

 

La cara vecchia sbudriolona mangiamerendine della quarta elementare. Ha messo in pratica i consigli del Pescucci, facendo carriera. E’ lì che si dimena, il braccio destro alzato, incitando i nostri prodi navigatori. L’eccitazione, però, può giocare brutti scherzi.

 

“Ferma e boa, ferma e boa.” ripeteva il Pescucci.

 

La Mazzola non sta ferma, si è scordata il consiglio dell’istruttore.

Così, mentre la barca italiana inizia il primo lato di poppa, la cicciobomba viene inghiottita dall’acqua (negli occhi l’immagine della sua mano che saluta poco prima di scomparire definitivamente).

 

I cinesi, in ritardo di tre minuti abbondanti nei confronti del Team Prada, mancando la boa di riferimento, non virano, ma proseguono, diritti e inconsapevoli, verso il Triangolo delle Bermuda.

moreno9000 @ 19:50 | commenti (28)(popup) | commenti (28)
giovedì, 07 giugno 2007 | in : puronanopillole

Seguendo Luna Rossa ho capito che la poppa indica la parte posteriore di una nave e non il suo ‘davanti’ (l’associazione ‘mammellare’, che scattava nel mio cervello malato, era alla base dell’equivoco).

 

Nulla di male, vorrà dire che d’ora, in poi incontrando una ragazza pettoruta, dirò:

 

“Ciumbia, che belle poppe !” guardandole la schiena.
moreno9000 @ 07:08 | commenti (13)(popup) | commenti (13)