“Sei solo brufoli e polluzioni.” direbbe Robert de Niro.
“E invece no.” gli risponderei io.
Nei primi due mesi da ‘pubere’ non sperimento solo i mutamenti fisici dell’età dello sviluppo, ma anche quelli caratteriali. In particolare, da buon adolescente 36enne, vivo un periodo di incomunicabilità con mammà.
Dialogo ridotto ai minimi termini fra noi due. Al di la dell’adolescenza parlare con lei si è fatto tecnicamente complicato. E non per colpa mia.
Le sette di sera, rientro a casa.
Apro la porta e la vedo seduta sul divano, un sorriso immobile le paralizza la bocca, le cuffie a ricoprirle le orecchie.
Un’occhiata alla tivù.
Rai1 : l’Eredità.
Mi schiarisco l’ugola e saluto alzando il volume della voce:
PNV CIAO.
Mamma Ciao PNV, ahahahhahahaha.!
La risata non dipende dal mio ingresso.
Le cuffie mi impediscono l’ascolto delle battute esilaranti di Carlo Conti, il presentatore del quiz.
Volendo potrei avvicinarmi al divano, mettermi di fronte a mia madre, con il corpo impedirle la visione del televisore, e soffocarle la risata con la seguente frase:
PNV Oggi mi hanno licenziato.
Volendo potrei farlo, ma non voglio.
Lei mi impedirebbe di parlare chiedendomi di scostarmi perché il suo Carletto non può essere impallato.
Ebbene sì, Carlo Conti mi ha tolto il primo posto che detenevo da ben 36 anni nella ‘My Mother’s Love Parade’.
La cosa mi infastidisce non poco, tenuto conto che il “bravo presentatore” mi sta, per usare un francesismo, sui coglioni.
E per più di un motivo.
Io pelato, lui ricciolo.
Io mozzarella, lui abbronzato (l'unico che possa esibire una carnagione Marron Glaces il 27 di dicembre).
Io anonimo (ormai ex) impiegato di banca, lui brillante metrosexual vip tv.
Io vergine, lui stantuffatore professionista (a pensare male si fa peccato, ma quando lo osservo aggirarsi fra le aspiranti soubrettine televisive mi ricorda uno squalo affamato in cerca della prima bagnante indifesa da pappare. Lo vidi la prima volta a Miss Italia ed ebbi la sensazione che si fosse spupazzato almeno metà delle concorrenti: da Miss AppleStrudel del Trentino Alto Adige giù giù fino a Miss Arancino Ripieno Trinacria).
Si agita nello studio, fa il simpatico, ammicca a destra e manca, sembra il classico compagnone, il tuo migliore amico, quello sempre pronto a darti una mano (il pisello lo presta volentieri alla tua ragazza).
Mamma Sul fornello trovi il riso. Ci ho già messo dentro le zucchine, devi solo aggiungere il formaggio e mescolare.
Eseguo gli ordini e mi siedo sconsolato a mangiarmi il solito risotto alle zucchine lesse preparato dalla progenitrice ridente. Mentre mescolo penso: “Ma farà così ridere Carlo Conti ?”.
Una forchetta dietro l’altra, ogni tanto alzo lo sguardo per sbirciare la tv.
La mamma alterna sorrisi a sonore risate.
I miei dubbi sulla comicità del Conti crescono quando lei mi riporta, eccitata, la battuta che le cuffie le hanno da poco trasmesso.
Mamma Ahahahahaha. Carletto ha chiesto alla ragazza, di un concorrente bagnino, se ha fatto finta di annegare per farsi notare dal suo fidanzato, ahahahahah.
Una lacrima salata, cadendo dall’occhio destro, da un po’ di gusto all’insipido primo piatto che faticosamente sto finendo.
Il licenziamento mi ammoscia l’animo: sessualmente sono pubere, ma per il mercato del lavoro a 36 anni sei prossimo al prepensionamento. Trovare una nuova occupazione sarà difficile.
Mamma Ahahahahaha. Carletto fa finta di russare mentre le Professoresse stanno ballando, ahahahahahah.
Le Professoresse sono quattro vallette gnocche che negli stacchetti sballonzolano delle burrose poppe ripiene.
Il loro giro petto è inversamente proporzionale all’abilità che mostrano come ballerine.
In fatto di danza le sopravanzo di gran lunga.
Potrei propormi come Professorino, un Don Lurio dei tempi moderni, se non fossi quattro misure di reggiseno al di sotto della soglia minima necessaria per farmi notare dal presentatore toscano.
Mamma Vieni a vedere, PNV. A questa domanda tu sai rispondere.
Mi alzo dal tavolo, un pezzo di zucchina incastrato fra i molari, mi accosto alla tivu e leggo:
“L’uomo più ricco del mondo nel 2006 era, nel 1973, una matricola dell’Università di Harvard. Il suo nome è: Bill Clinton, Bill Cosby, Bill Gates, Buffalo Bill”.
PNV L’ultima: Buffalo Bill.
Piccola forma di protesta verso il format malefico: sbagliare le domande banali.
Attendo che la risposta di Carlo Conti attraversi le cuffie e penetri nei padiglioni auricolari materni.
Mamma Ma no !! Hai sbagliato. Si trattava di Bill Gheitz.
PNV (indifferente)
Mamma Hai finito il risotto ? Per secondo ti ho fatto cuocere gli spinaci, se vuoi puoi mangiarli con una scatoletta di Simmenthal.
Torno a tavola, prendo la padella e vuoto gli spinaci nel piatto. Ho poca fame, come secondo sono sufficienti. Una manciata di parmigiano grattugiato per renderli più appetitosi.
Tempo due forchettate quando:
Mamma Questa non la sapevo. Carletto ha detto che le verdure che crescono sotto terra vanno messe in pentola con l’acqua fredda, quelle che crescono sulle piante invece vanno messe quando l’acqua bolle. Io ho sempre fatto il contrario.
A me gli spinaci piacciono. Sono sempre piaciuti.
Scaldati in una pentola, un poco d’olio di oliva come condimento e una spruzzata di parmigiano reggiano a completare il semplice piatto.
Però la rivelazione di poco fa, sapere che sono frutto di un errore di cottura che mia madre ha reiterato per anni, per decenni, me li ha resi di colpo indigesti.
Provo ribrezzo solo a guardarli.
Lo schifo è tale che pure Braccio di Ferro mi sta improvvisamente sul culo.
Prendo gli spinaci residui, li appallottolo dentro un panno carta, apro il cestino della spazzatura, mi allontano di circa tre metri e lancio la palla di carta, con ripieno all’ortaggio, dentro il cestino.
Centro !!
Due punti per PNV (se non fossi un metro e diciotto avrei un futuro sicuro come play nella Virtus Bologna).
Abbandonati gli spinaci ripiego su un uovo sodo.
Mamma Ahahahahhaha. Lo sai cosa consiglia Carletto a una donna che sta partorendo ? Deve cantare, perché cantando il cervello produce una sostanza che ti fa stare bene e non ti fa sentire il dolore. A squarciagola urla: “Oh figlio mio” al posto di “Oh sole mio”.
O disintegro il televisore o mi accanisco sull’uovo.
Scelgo la seconda opzione: a colpi di forchetta sbriciolo l’albume e penetro nel tuorlo.
Sono le otto meno dieci.
Affamato, nella pancia un piatto scarso di risotto, due forchettate di spinaci, tracce di uovo sminuzzato, mollo la cena e mi siedo sul divano.
L’unica cosa che sopporto dell’Eredità è il gioco finale: la Ghigliottina.
Al concorrente sopravvissuto vengono mostrate cinque parole.
Lui deve trovarne una sesta che si abbini con le cinque proposte.
Di solito ci azzecco.
Fra un ammiccamento e l’altro, una sbirciatina nel décolleté della finalista (una ragazzotta mora che lavora come parrucchiera in un centro estetico di Pescara), Carlo Conti elenca, nell’ordine:
BLOGGER
ZUCCHINE LESSE
ILLIBATO
VIRTUS BOLOGNA
LICENZIATO
So la risposta, ovviamente.
Mollo la mamma e il divano.
Fra meno di un minuto il simpatico Carletto svelerà le quindici lettere che compongono la parola misteriosa.
Mi dirigo verso il bagno.
Poco prima di entrare sento la voce preoccupata di mammà che mi urla:
Mamma PNV scusami, non ti ho chiesto come è andata oggi in ufficio !!!!




