domenica, 25 marzo 2007 | in : il critico tivvu, - il meglio - forse -

Sono prossimo allo svenimento.

I riflettori puntati addosso da oltre due ore, la tensione per le quattordici domande superate, il pubblico presenza discreta ma palpabile, mi stanno stroncando.

Una chiazza di sudore parte dall’ascella e sfocia ad altezza caviglia.

Per un attimo penso di mollare tutto quando, improvvisa, la voce di Gerry mi riporta alla realtà.

 

Gerry:             Sei pronto PNV ?

PNV:               Spero di sì.

Gerry:            Ok. Diamo il via all’ultima scalata verso il …

Pubblico:         MILIONE !!

 

Gerry:             Leggiamo la domanda. Quale numero moltiplicato per sé stesso da come risultato 36 ?  Le risposte sono:  a) 0    b) 4   c) 6   d) 36.  STOOOOP !!

 

Gerry:             Ma che domanda è ? Giancarlo (rivolto al regista) fai venire il tizio del computer e il notaio.

Regista:           Ok Gerry.

 

* *  *

 

Due minuti di attesa.

Entrano nello studio il notaio, sulla testa tiene in equilibrio una copia del codice di procedura civile, e un ragazzotto ingobbito che indossa una maglietta raffigurante Bill Gates che fuma una canna ai tempi di Windows 79.

Si mettono in un angolo e parlottano fra loro: non sanno che i nani hanno un udito della Madonna.

 

Gerry:             (al ragazzo) Ti sembra una domanda da un milione di euro ?

Ragazzo:         No, in effetti qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà un baco nella selezione domande dal database. Però, insomma, anche se quello lì indovina (sguardo di commiserazione verso di me), in fondo mica gli cambia la vita.

Gerry:            Stai scherzando ? Guarda che vi facciamo causa. Il milione lo sborsa la tua società, cosa credi, che li tiriamo fuori noi i soldi ?

Ragazzo:         Ok, glieli diamo noi. Tanto, milione sì, milione no, quello lì rimane sempre basso 1 e 18.

Gerry:             (al ragazzo) Deficiente. (al notaio) Senta, non possiamo annullare la domanda ?

Notaio:            No, ormai è stata formulata.

Gerry:           E invalidare l’intera puntata buttando la registrazione in un cassonetto dell’immondizia ?

Notaio:            Si può fare, ma solo in situazioni eccezionali.

Gerry:             Quali ?

Notaio:            Ne sono previste tre. 1) La morte del Gabibbo   2) L’annuncio dell’elezione di Marco Columbro a Papa, col nome di Lorello I   3) Un terremoto di magnitudo superiore ai 6.5 gradi, scala Richter, su Cologno Monzese.

Gerry:             (deluso) Riprendiamo !!

 

* *  *

 

Gerry:             Allora PNV ? La domanda non mi sembra così complicata.

PNV:              Insomma. Sono un po’ stanco e poi la matematica non è il mio forte. Così, su due piedi, escluderei di sicuro solo il 4.

Gerry:             Perché ?

PNV:              Mio cognato ha una 4 x 4 e non è mica un 36, ma un Range Rover da 80.000 euro, ha pure l’airbag sotto il sedere.

Gerry:             STOOOOP !!

 

Gerry:            (mi guarda incazzoso) Faccio questo mestiere da 30 anni. Non sarà mica un nanerottolo demente a pigliarmi per il culo. Rispondi in fretta che voglio chiudere la registrazione.

PNV:               Zio Gerry, scusa, ma ..

Gerry:             Non sono lo zio Gerry. Mi chiamoVirginio Scotti !

PNV:               Signor Virginio Scotti, mi scusi, ma non sto mica fingendo. Sono teso, il sudore mi parte dall’ascella e arriva fino alla caviglia. A proposito, si nota ?

Gerry:             No, con quella cazzo di tunica nera che indossi non si vede nulla. Senti, faccio finta di credere alla tua impasse. Hai ancora un aiuto, la telefonata. Falla e chiudiamo la vicenda alla meno peggio (al regista) Riprendiamo !!

 

* *  *

 

Gerry:             Ti ricordo che hai la telefonata a disposizione. Chi c’è dall’altra parte del filo ?

PNV:               La mamma (attimo di pausa). Ok, chiamamola.

 

Gerry:             Buonasera signora, mi sente ? Sono Gerry Scotti.

Mamma:        Oh, signor Gerry, che piacere parlare con lei. Ma lo sa che è proprio un bell’uomo ?

Gerry:             (schernendosi) Cosa dice signora !

Mamma:         E’ bello e bravo. Mi ricorda Corrado, bello e bravo come lui.

Gerry:            Grazie signora. Ora però lasci perdere i complimenti e si concentri. L’abbiamo chiamata perché PNV ha bisogno del suo aiuto. Non posso dirle di più, ma il momento è molto importante. Appena le do il via avrà 30 secondi di tempo per rispondere alla domanda che suo figlio le farà. E’ pronta ?

Mamma:         Sì.

Gerry:             Via !

 

PNV:               Ciao Mamma.

Mamma:        PNV, finalmente hai chiamato. Stamattina sei uscito di casa senza dirmi cosa volevi per cena.

PNV:               Mamma non ho tempo.

Mamma:         Lo vuoi il prosciutto cotto con le zucchine lesse ?

PNV:               Va bene. Ora però prendi la calcolatrice che trovi sul tavolo di fronte a te.

Mamma:         Non vedo nessun ..

PNV:               Sul tavolo, ho lasciato la calcolatrice accesa.

Mamma:         Il tavolo non c’è PNV. Dove l’hai messo ? Sei il solito disordinato, prendi le cose e non le rimetti al loro posto.

 

Gerry:             Svelti, mancano pochi secondi.

 

PNV:               Mamma, mi fai le patatine fritte invece delle zucchine ?

Mamma:         Ok PNV, mi raccomando non fare tar ..

 

Telefonata interrotta: 30 secondi scaduti.

 

Gerry:             La telefonata non è servita.

PNV:              Almeno ho evitato le zucchine lesse. Gerry, poco prima della mamma, mi è tornata alla mente una frase che devo aver letto dentro un Bacio Perugina.

Gerry:            Quale frase ?

PNV:              Qualsiasi numero moltiplicato per 0 da 0. Quindi, se il cioccolatino ha ragione, dopo il 4 escluderei pure lo 0.

 

Terminata la frase una vibrazione nello studio mi fa cadere dal seggiolino.

Mormorio fra il pubblico.

 

Gerry:             Presto, un assistente venga a risollevare il nanetto.

PNV:              (mentre mi aggiusto la tunica) Se questa cosa dello 0 dovesse valere anche per il 36 ..

Gerry:             Ovvero ?

 

Una vibrazione più intensa fa cadere Gerry Scotti dalla seggiola.

Io sbando ma rimango in sella.

Una donna del pubblico caccia un urlo.

Il mormorio si fa più intenso.

Si spengono due riflettori.

 

PNV:               Presto, quattro assistenti di studio per risollevare il Signor Virginio Scotti.

Gerry             (di nuovo seduto, si aggiusta la cravatta) Secondo te 36 per 36 dovrebbe dare ?

PNV:               36. Però mi sa che quello che vale per lo 0 non vale per tutti gli altri num ..

 

La terza vibrazione è micidiale.

Io e Gerry cadiamo dai rispettivi seggiolini.

Urla di panico fra il pubblico.

Dalla testa del notaio scivola il codice di procedura civile.

Due donne svengono.

Gli spettatori delle ultime file, quatti quatti, iniziano ad abbandonare lo studio.

Partono altri tre riflettori, un cameraman si ribalta con la telecamera che scoppia provocando un principio di incendio.

Interviene il regista:

 

Regista:          Gerry, è un probabile terremoto !!

Gerry:             (si rimette a fatica sulla sedia per poi rivolgersi al notaio) Annulliamo ?

Notaio            (con il codice di procedura civile di nuovo in testa) Siamo a magnitudo 4.7. Si prosegua.

Gerry:             (ansioso mi dice) Sembra che sia rimasto solo il 6 ?

 

Scossa biblica.

Fuga caotica del pubblico.

Una crepa larga circa un metro si forma sul pavimento.

Il notaio viene inghiottito.

Io e Gerry cadiamo di nuovo in simultanea dal seggiolino.

Sembriamo una coppia di tuffatori specialità sincro.

Nel volo batto la testa violentemente.

Vista annebbiata dalla botta e dal fumo che sta invadendo lo studio.

Mi sembra di intravedere Papa Lorello I benedicente.

 

Gerry avanza carponi fino a raggiungere il bordo crepa.

 

Gerry:             Notaio, mi sente ?

Notaio:            (con un filo di voce) Sì.

Gerry:             A quanto siamo ?

Notaio:            Magnitudo 6.8.

Gerry:             Annulliamo ?

Notaio:            (rantolando) An .. nul .. lia … moooooo.

Gerry:            (rivolto verso di me, un ghigno sul viso sudato) Nanetto, hai sentito ? Tutto annullato. Smamma !!

 

Seguo il consiglio del signor Virginio Scotti.

Quello che conta ora non sono i soldi, ma salvare le chiappe.

Obiettivo numero uno: uscire dallo studio che sta crollando.

Obiettivo numero due: tornare a casa (ci sarà ancora una casa ?), dimenticare il milione di euro e tuffarsi nel piatto di patatine fritte fumanti.


Speriamo che mamma non si sia scordata di comprare il ketchup.

moreno9000 @ 14:20 | commenti (22)(popup) | commenti (22)
martedì, 13 marzo 2007 | in : no tag required

Con Andrea non mi sento dalle elementari.

E’ lui a telefonarmi.

 

PNV:       Pronto.

Andrea:   Parlo con PNV ?

PNV:       Si, lei chi è ?

Andrea:   Andrea. Riccardi Andrea, quinta B, ti ricordi ?

PNV:        Lo spilungone ?

Andrea:   Esatto !

 

Vengo a sapere che è single, vive coi suoi, un lavoro precario dietro l’altro, il basket come hobby, la speranza di laurearsi in psicologia, universitario fuori corso da 12 anni.

 

Andrea:  E’ dura PNV, è dura. C’è quel maledetto esame di “Disfunzioni Comportamentali in Contesti Igienico Sanitari” che non riesco a superare. Respinto sei volte di fila.

PNV:      Ciumbia !

Andrea:  Senti PNV, posso chiederti un favore ?

PNV:       Non ho soldi da prestarti.

Andrea:   Niente soldi, anzi, il favore non è gratis. Posso sganciare 300 euro.

PNV:       Interessante. Cosa devo fare ?

 

Andrea:  Puoi dare tu l’esame al posto mio ? Guarda che mi ricordo benissimo, a scuola eri un genio. Cazzo, dove lo trovi uno che in terza elementare ti calcola a mente la radice quadrata di 28561 ?

 

PNV:      Usavo la calcolatrice Andrea, la nascondevo dentro la manica sinistra.

Andrea:  Noooooo !?

PNV:      Calcolatrice a parte, sveglio lo sono sempre stato. Ti aiuterei pure, ma come posso presentarmi all’università al posto tuo ?  Sai, c’è il rischio che si notino gli 86 centimetri di differenza.

 

Andrea: Figurati. La docente di psicologia è cieca. Basta che tu vai lì, imiti la mia voce, mi ricordo che eri un bravo imitatore, il preside come lo facevi tu non lo faceva nessuno, e se lei ti chiede qualcosa del basket, dille che sei sempre il pivot titolare.

 

PNV:      No, pivot, no. C’è un limite a tutto.

Andrea:  Ti prego, potrei suicidarmi.

PNV:      400 euro e mi presento come play maker.

Andrea:  Affare fatto.

 

* * *

 

Mi chiedo se per 400 euro valga la pena fiutare questa schifosissima puzza di piscio.

E’ da Lunedì scorso che passo buona parte delle giornate dentro il cesso dell’ufficio.

D’altronde qualche appunto per l’esame bisogna pur prenderlo.

 

Qualcosa mi sono segnato.

 

Ieri mattina il Menicucci, uno del commerciale, entra dritto in bagno dirigendosi, mentre parla col  suo cellulare bluetooth, dietro la porta dove lo attende una scomoda turca.

Tempo un minuto e il Menicucci sbraita:

 

“Ma porca di quella troia bucaiola, lo sapevo io ..“ lo sciacquone copre la parte finale della frase.

 

Esce superincazzoso.

 

PNV:           Cos’è successo ? Carta igienica finita ?

Menicucci: Ma quale carta igienica ! Ho perso le tacche del cellulare. Dentro questi cessi non c’è mai campo !!

 

Sarà, ma un consulente l’altro ieri si è infilato tranquillo tenendo il cellulare nella mano destra (non aveva il bluetooth) e ha chiaccherato per una buona mezzora (stitichezza ?).

 

L'ho visto uscire, a conversazione finita, sempre col cellulare in mano.

Camminava muovendo di pochi centimetri prima un piede poi l’altro.

Io l'ho guardato e, sorridendo, gli ho indicato la zona pelvica.

Lui mi ha ringraziato e, sorridendo, ha tirato su boxer e pantaloni.

 

* * *

  

Uno disfunzionale però c’è di sicuro.

Sono 18 minuti che Giordano Parini si strofina le mani insaponate sotto il getto d’acqua bollente del rubinetto.

Prima il palmo, poi le dita, dal pollice al mignolo, dalla falange risalendo fino alla falangetta con un riguardo particolare alla pelle che si trova sotto la parte terminale dell’unghia.

 

Ipocondriaco ? Ossessivo compulsivo ? Rintronato e basta ?

 

Non lo so, devo approfondire la cosa.

Nel frattempo il Parini ha chiuso l’acqua.

Osserva scrupolosamente le mani.

Sta per asciugarle quando, guarda caso, mi suona il cellulare (in realtà sto solo giocando con il volume della suoneria, fingo una telefonata).

 

PNV:   Pronto.

PNV:   Oh, sei tu, Zio Giulio. Che piacere sentirti.

PNV:   Come ? No, è morta la zia ? Il fegato ?

PNV:   Ah, il fegato non c’entra.

PNV:   Cos’hai detto ? La MANARIA ? Che malattia sarebbe ?

PNV:   Caspita, non lo sapevo. L’aviaria delle mani.

 

Il Parini drizza le orecchie.

 

PNV:   Ha toccato qualche pollo ?

PNV:   Le patate ? E si, certo che di patate ne mangiava la zia.

 

Il Parini vive solo di hamburger e patatine fritte (morirà di cagotto, ma con le mani linde).

 

PNV:   Cure non ce ne sono ?

PNV:   Un vaccino al ketchup ?

PNV:   Hai voglia, ora che finisce la sperimentazione passano almeno 5 anni. Nel frattempo, KAPUT !

 

Do le spalle al Parini.

Quando sento il rubinetto riaprirsi saluto “lo zio” ed esco dal bagno.

 

* * *

 

Da 18 minuti a 8 secondi scarsi il divario è notevole.

Faccio finta di credere al Palombo, che si vanta di un passato come meccanico alla Minardi.

 

Palombo:  Dai PNV, prova a cronometrarmi.

PNV:        Vabbuono. Pronti ? Via !

 

Il Palombo pigia il pulsante del sapone, apre il rubinetto, si sciacqua le mani, chiude il rubinetto, si gira a sinistra e strappa la carta, si asciuga, appallottola il tutto e lo infila nel cestino.

 

PNV:        7 secondi e 81 centesimi.

Palombo:  Record, record. Ho battuto il Lattanzio di 4 centesimi.

 

Il giorno dopo trovo un Palombo depresso.

 

PNV:        Che hai ?

Palombo:  Il Lattanzio è sceso a 7 e 77. PNV, su da bravo, fammi riprovare.

PNV:        Ok, ma è l’ultima volta.

 

Il Palombo pigia il pulsante del sapone, apre il rubinetto, non si sciacqua le mani, chiude il rubinetto, si gira a sinistra e strappa la carta, si asciuga, appallottola il tutto e lo infila nel cestino.

 

PNV:        7 secondi e 71 centesimi.

Palombo:  Record, record !!

PNV:        Un attimo, tira fuori dal cestino la carta appallottolata.

 

Esegue l’ordine.

 

PNV:        Aprila.

 

Lo vedo afflosciarsi dallo sconforto.

 

PNV:        E’ asciutta, ci sono solo tracce di sapone. Mi dispiace, ma le mani non te le sei bagnate.

Palombo:  Ma non essere così fiscale PNV. Anche senza acqua di tempo ne ho perso per strofinarmele.

PNV:         Non posso omologarlo: Bernie Ecclestone si incazzerebbe.

Palombo:   Che stronzo !

PNV:         Ecclestone ?

Palombo:   No, tu.

 

Stronzo io ?

E il sosia di John Travolta che si pettina e ripettina il ciuffo da almeno 5 minuti ?

In certe cose ci vuole un po’ di tatto.

Hai al tuo fianco un nano cesso pelato e tu, con quegli occhioni azzurri e la chioma fluente, ti guardi allo specchio come neanche Narciso saprebbe fare ?

 

Con questo la Manaria non attacca.

Va combattuto sul suo stesso terreno.

 

Cambio look: tacchi neri, pantaloni di pelle attillati neri, maglietta nera, giacchetta di pelle nera, smalto alla unghie, rossetto, fard, parrucca bionda.

Olivia Newton Nana (ONN) affianca John al lavandino e attacca con “You’re the one that I want

 

ONN feat. John: You're the one that I want.(you are the one i want), o,o, oo, honey. The one that I want. (you are the one i want want), o,o,oo, honey. The one that I want (you are the one i want want), o,o, ooooo The one I need. Oh, yes indeed.

 

Cantando lo invito con l’indice della mano a seguirmi.

Porto il bietolone sulla soglia della porta, gli faccio segno di aprirla e FIUUUU … prendendolo per il giacchetto lo sbatto fuori dal bagno.

 

* * *

 

Non può funzionare.

La docente sarà cieca, ma non stupida.

Se mi presento coi miei appunti mi becco un 15 scarso.

E poi, se mi chiede del basket cosa le dico ?

L’unica è telefonare al mio amico Pierluigi Marzorati.

Si, Marzorati, il campionissimo della Pallacanestro Cantù, un play maker coi fiocchi per di più laureato.

 

Marzorati:  Pronto.

PNV:           Pierluigi ?

Marzorati:  Sono io. Lei chi è ?

PNV:           PNV.

Marzorati:   Il Nanerottolo ?

PNV:           Esatto !

 

Lo aggiorno sulla mia vita in particolare sulla difficile esperienza dell’universitario fuori corso.

 

PNV:              E’ dura Pierluigi, è dura. C’è quel maledetto esame di “Disfunzioni Comportamentali in Contesti Igienico Sanitari” che non riesco a superare. Respinto sei volte di fila.

Marzorati:    Ciumbia !

PNV:             Senti Pierluigi, posso chiederti un favore ?

Marzorati:    Non ho soldi da prestarti.

PNV:             Niente soldi, anzi, il favore non è gratis. Posso sganciare 150 euro.

Marzorati:    Interessante. Cosa devo fare ?

PNV:             Puoi dare tu l’esame al posto mio ?

Marzorati:    E si, perché io e te siamo gemelli sputati, nessuno noterebbe i 69 centimetri di differenza.

 

PNV:             Figurati. La docente di psicologia è cieca. Basta che tu vai lì imiti la voce di Andrea Riccardi, e se lei ti chiede qualcosa del basket, dille che sei sempre il pivot titolare.

 

Marzorati:     No, pivot, no. C’è un limite a tutto.

PNV:             180 euro.

Marzorati:    Chi sarebbe questo Riccardi ? Ho capito, hai preso i soldi da uno e poi mandi me all’esame. Guarda che non me la fai.

PNV:             210 euro.

Marzorati:    Voglio quello che ti da lui.

PNV:             250 euro.

Marzorati:    280, per meno non mi muovo.

PNV:             280 e affare fatto ?

Marzorati:    Affare fatto !

 

Altro che affare fatto: solo 120 euro di guadagno per una settimana di puzza al piscio.

 

La prossima volta Andrea Riccardi non lo aiuto mica.

Lo mando al Cepu.

 

Oppure no, gli vengo incontro, ma solo per l’esame pratico di “Tecniche Fallimentari nella Cura della Ninfomania Acuta”.

 
moreno9000 @ 20:16 | commenti (21)(popup) | commenti (21)
sabato, 03 marzo 2007 | in : puronanovergine e le donne, - il meglio - forse -

L’ultima deve essere figlia di Enzo Jannacci.

 

Lei:      No !

PNV:   Ma perché ?

Lei:      Perché no !!

PNV:   (occhi bassi)

Lei:      Tieni questo (mi consegna la carta).

PNV:

Lei:      Dietro Front (le sue mani sulle mie spalle, mi ruota di 180 gradi)

PNV:

Lei:      e Avanti Marsch !!!

 

Se non è figlia di Jannacci sarà nipote di un colonnello dell’esercito.

 

Me ne torno a casa con il 2 di picche nella mano destra.

Sorrido soddisfatto.

Era quello che volevo.

No, non sono masochista, ma quando sei arrivato a quota 199 attendi con ansia il 200esimo della serie.

 

Entro in casa e corro ad aprire l’ultimo cassetto (in basso a sinistra) del mobile del salotto.

Tiro fuori le carte accumulate con fatica in anni e anni di disperati corteggiamenti:

 

1 .. 2 .. 3 .. 4 .. 5 … … … 68 … … .. 127 … … .. 197 .. 198 .. 199 … e … 200 (in cima al mazzo deposito l’ultima arrivata).

 

Un elastico a tenere ferme le carte e via, verso il negozio di poster e quadri.

 

PNV:               Ecco, questo è il mazzo promesso. Sono 200.

PosterMan:      Dunque, mi ha detto che vorrebbe ?

PNV:               Un 90 x 60 va benissimo. 200 carte bastano per un formato simile ?

PosterMan:      Bastano. Le prendo, gliele fondo e alla fine salta fuori un bel 400 di picche.

PNV:               Il prezzo ?

PosterMan:      120 euro, cornice e vetro inclusi.

 

Una settimana di attesa.

 

PosterMan:       E’ venuto proprio bene. Un bijou.

PNV:               (occhiata dubbiosa all’opera)

PosterMan:      Non le piace ?

PNV:               Bello, molto bello, però si era parlato di un 400 di picche.

PosterMan:      Eh si, qualcosa non è andato per il verso giusto. E’ uscito il 399, ma mi lasci dire che graficamente ha il suo perché.

PNV:               Però matematicamente non regge: 200 x 2 fa 400.

PosterMan:      Le posso chiedere una cosa ?

PNV:               Certo.

PosterMan:      Delle 200 tipe che l’hanno rifiutata non ce n’era qualcuna “diversa” dalle altre ?

PNV:               “diversa” come ?

PosterMan:       Dica lei. Noi il nostro mestiere lo sappiamo fare. Se è uscito un 399 forse il difetto sta nel manico, voglio dire, è nel mazzo che ci ha consegnato.

PNV:               (fingo di pensare, ma so già la risposta)

PosterMan:      Allora ?

PNV:               Maria.

PosterMan:      Maria ?

PNV:               Maria, quella che lavorava con Silvan

PosterMan:      Quella rossa con due tettone così ?

PNV:               Esatto. Se la ricorda ?

PosterMan:      Cavoli ! Però che brutta fine che ha fatto.

PNV:               Mica colpa sua. Quella sera Silvan era ubriaco. Le gambe non gliel’ha riattaccate.

PosterMan:      Segata a metà, per sempre.

PNV:               L’ho amata comunque, dal busto in su.

 

Rientro alla base rimuginando sull’acquisto.

Per convincermi penso che, prima di giudicarlo, un quadro vada appeso e osservato dalla giusta distanza.

 

Salgo sul divano e stacco il Magritte comprato l’anno scorso.

Un’opera del 1952, due milioni e mezzo di euro, da pagare in 12.000 comode rate mensili.

No, non sono né ricco, né pazzo, né amante dell’arte, solo che vuoi mettere un Magritte da buttare lì, mentre si parla del più e del meno, con una bella figliola davanti ?

 

PNV:               Pensa che a casa ho persino un Magritte originale.

BellaFigliola:     Oh poverino.

PNV:               Io ? Poverino ?

BellaFigliola:     Ma no tu, il Magritte, a me gli animali chiusi in appartamento mettono tristezza.

 

Oppure:

 

PNV:               Pensa che a casa ho persino un Magritte originale.

BellaFigliola:     Fantastico !

PNV:               Modestamente (sorriso marpione).

BellaFigliola:     Spero che vada d’accordo con il mio Remì.

PNV:               Remì ?

BellaFigliola:     Remì, lo struzzo mongolo che vive con me.

 

Stacco l’inutile capolavoro e appendo il 399 di picche.

 

Scendo dal divano e mi posiziono a debita distanza.

E’ proprio bello.

Fa il suo effetto.

 

Un  3  9  9  nero su sfondo bianco.

 

Qualcosa però non mi convince del tutto.

Ci sono !

Il bianco è un bianco troppo uniforme.

 

L’unione delle 200 carte genera un quadro che le riassume tutte, ma contemporaneamente rischia di cancellare l’univocità di ogni singolo due di picche che lo compone.

 

Prendo la lente di ingrandimento (che uso di solito per osservare “il mio piccolo pelvico amico”), risalgo sul divano, e mi avvicino all’opera.

 

L’esame ravvicinato mostra all’interno del poster delle piccole “imperfezioni”, minuscoli segni grafici, un puntino al centro, una virgola più a sinistra, una macchiolina grigia, una dieresi spaesata, una particella elementare, uno sbirignao ovoidale, un ombelico … toh, l’ombelico, il caro vecchio ombelico di Agata, la stangona bionda:

 

Agata:                  Non può funzionare PNV.

PNV:                  Mi sa che hai ragione. 1 e 18 io, 1 e 81 tu. Quando ti parlo mi viene la cervicale.

Agata:                  Potevi dirmelo prima. Sono ventriloqua.

PNV:                   Davvero ?

OmbelicoAgata:   Certo.

PNV:                   Oooooh !!

OmbelicoAgata:   Non sono i 63 cm di differenza. E’ che tu ..

PNV:                   Io ?

Agata:                  Sei troppo buono. A me piacciono i bastardi.

PNV:                   Ahi !! La cervicale.        

 

Mi sposto dall’ombelico, scendo verso il bordo inferiore del quadro, una formazione di ciccioli infinitesimali e il ricordo di Gpcarafa, strano nome di ragazza bolognese:

 

PNV:               Non resisto Gp, il fascino della tua intelligenza …

Gpcarafa:         Come posso crederti, PNV ? Da 10 minuti sei fisso sullo spacco della minigonna.

PNV:               No, lo giuro Gp, hai una testa favolosa, un QI di 190, sei campionessa italiana di anagrammi.. Poterti parlare è un’esperienza unica.

Gpcarafa:         A me piacciono gli uomini diretti e sinceri, PNV. Piantala con questa storia del fascino dell’intelligenza, del mio cervello e dei miei anagrammi. Vuoi portarmi a letto ? Non hai che da chiedere. A domanda diretta, risposta diretta.

PNV:               (titubante)

Gpcarafa:         Dai, chiedilo.

PNV:               Vuoi venire a letto con me ?

Gpcarafa:         On !!!

PNV:               E’ una risposta ?

Gpcarafa:         E’ l’anagramma di una risposta.

PNV:               Non capisco. Con gli anagrammi sono proprio negato.

Gpcarafa:         Ma è così semplice. Ti ho risposto “On”.

PNV:               ???

Gpcarafa:         Smamma, PNV !!

PNV:               Un altro anagramma ?

Gpcarafa:         No !!!

PNV:               Ok, vado.  

 

Gran testa quella di Gpcarafa (per quanto la minigonna con spacco non si dimentichi facilmente).

 

L’esplorazione prosegue, da qualche parte deve esserci per forza, si tratta solo di cercare con pazienza, occhio appiccicato alla lente d’ingrandimento, massima attenzione … e voila … la magia di un SimSalaBim seghettato:

 

Maria:                Mi metti sempre in difficoltà PNV. E’ difficile parlarti.

PNV:                Fai fatica a guardarmi negli occhi Maria ? Sono troppo alto per te ? E la cervicale come va ?

Maria:               Non ti capisco PNV. Ti sei rincretinito ?

PNV:                Maria, se senti dolore al collo quando alzi la testa non hai che da dirmelo. Se vuoi posso parlare con l’ombelico, sto seguendo un corso di ventriloquismo.

Maria:               Davvero ?

OmbelicoPNV: A  e  i  o  u.

Maria:               ???

PNV:                Il corso è iniziato da poco. Sono alla “Lesson Number 2”, ma col tempo migliorerò.

Maria:                PNV, la cervicale non c’entra. E poi Silvan mi ha promesso che le gambe me le riattacca. La mia è una bassezza momentanea.

PNV:                 E’ ubriaco marcio, Maria. Non credergli. Settimana scorsa gli è morto pure il coniglio. Se l’era scordato dentro il cilindro e Roger Rabbit è schiattato per soffocamento.

Maria:                Niente da fare, PNV. Con o senza gambe il mio cuore batte solo per il Mago.

PNV:                 Ok, Maria. Forse è meglio dirsi addio. A ognuno la sua strada, il suo destino.

Maria:                Ben detto. In bocca al lupo, PNV.

PNV:                 In gamba, Maria.

Maria:                (ci rimane male)

 

Battuta stronza la mia.

Non le concedo il tempo per replicare.

La lascio al suo amore per Silvan anche se, detto fra noi, le gambe non gliele incolla di sicuro.

Al massimo, se la ragazza dimagrisce un po’, dentro il cilindro, al posto del coniglio, può sempre entrare.

moreno9000 @ 17:04 | commenti (24)(popup) | commenti (24)